Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, l'infettivologo Caremani: "Troppo presto eliminare le mascherine all'aperto a luglio"

Antonella Lunetti
  • a
  • a
  • a

Troppo presto per abbandonare l’uso della mascherina all’aperto da luglio. E se l’Italia, con i dati attuali, può essere considerata davvero un’isola felice - grazie ai comportamenti tenuti per tanti mesi dagli italiani e a un “intelligente piano di vaccinazione fatto dalla squadra Draghi-Speranza-Figliuolo” - tutto ciò che c’è intorno deve essere ancora considerato un campanello di allarme per non abbassare la guardia. Comincia così il professor Marcello Caremani, ex primario di Malattie Infettive dell’ospedale San Donato di Arezzo, stimato virologo e infettivologo aretino - a inquadrare la situazione Covid, alla luce dell’ingresso in zona bianca, da oggi, anche della Toscana e praticamente di tutta la penisola italiana (fatta eccezione per la Val d’Aosta).

“I casi di ieri (sabato, ndr) erano 1200, i morti 26, un indice di contagiosità sceso a 0,47: sono segnali buoni per l’Italia. Ma se ci guardiamo intorno abbiamo un’Inghilterra che fa i conti con 8-10 mila casi e un piano di vaccinazione sbagliato; la Russia allo scatafascio con soli 19 milioni di vaccinati su 190 milioni di cittadini, la Turchia in cattive acque, il Brasile con tantissimi decessi, l’India, la Spagna.. Dati che dimostrano come la pandemia resti grave in tutto il mondo con casi di Coronavirus con mortalità. Noi, in Italia, stiamo registrando gli effetti di un programma eccellente di vaccinazione fatto da Draghi, dal ministro Speranza e dal commissario Figliuolo, che, dosi permettendo, consentirà di raggiungere un 60% di vaccinati con due dosi e parlare di immunità di gregge. Ma con i rischi che ci sono intorno, attenzione a pensare di avere vinto la guerra. Abbiamo appena vinto una piccola battaglia. Quindi, buttare via le mascherine da luglio è troppo presto”, sostiene Caremani. Che ritiene questa ipotesi più dettata dalla volontà della politica di ottenere consensi che dalle indicazioni che giungono dal Cts. “Quando si starà tutti insieme e non si rispetterà più il distanziamento, non usare la mascherina sarà troppo rischioso. Tante persone con cui ho parlato - afferma il professor Caremani - mi hanno detto che non la toglieranno. Non dimentichiamo che anche i vaccinati possono reinfettarsi e, pur ammalandosi ed essere al massimo paucisintomatici, diventano comunque vettore del virus”.

Da qui alcuni consigli del medico aretino alla popolazione. “Suggerisco di restare in vacanza in Italia. Sia per un aspetto economico (meglio spendere sul nostro territorio nazionale per far ripartire l’economia), sia perché ora in Italia il rischio è basso. Ciò come effetto dell’utilità di mesi e mesi con i colori delle regioni, sia per il programma vaccinale portato avanti in maniera eccellente”.

Per Caremani “i dati potranno ulteriormente migliorare, ma ancora serve mantenere prudenza e tutelare la nostra ‘isola felice’”. Il quadro si complica poi con il tema varianti. “Sono quelle che per mesi ci hanno falcidiato (inglese, brasiliana, sudafricana..) ma ora c’è la variante D che si sta diffondendo ovunque e che preoccupa. Ha dimostrato di essere pericolosa perché ha già sviluppato altre tre sottovarianti e potrebbe produrne altre che sfuggono al controllo dei vaccini e fanno riesplodere il virus. Potrebbero essere in grado di resistere a chi è vaccinato e anche agli anticorpi di chi si era già ammalato. Per questo dico: correre a vaccinarsi. Perché comunque raggiungere un 70% di vaccinati farà da barriera a tutti”. Infine lo stop al coprifuoco.

“Giusto - commenta Caremani - ma attenzione alla movida. I giovani si ammasseranno nelle serate, tutti insieme, senza essere per la maggior parte immunizzati. E la variante D è molto pericolosa anche per loro. Con l’effetto poi, come sempre, non solo di prendersi loro la malattia, ma di portarla anche nelle rispettive case”.