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Arezzo, dopo gli arresti nelle Rsa dipendenti attendono stipendio. Il nuovo presidente: "Azienda sana e di valore, problema burocratico"

Luca Serafini
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Degli ottocento dipendenti delle cooperative del gruppo Reses occupati nelle Rsa, la metà non hanno ricevuto lo stipendio di maggio. Un problema burocratico, agganciato all’inchiesta sulla presunta evasione fiscale da 26 milioni che ha decapitato il consorzio ex Agorà con gli arresti del dominus Daniele Mazzetti, della presidente Letizia Beoni e del commercialista Alessandro Corsetti. Dopo il blitz della Guardia di Finanza del 4 giugno, dal 7 Reses ha un nuovo presidente, Roberto Tassino, 54 anni di Perugia, e un nuovo cda. Per cambiare tutto e andare avanti.

Tassino, cosa succede nelle cooperative e nelle strutture?

“Voglio subito assicurare che Reses è sana, ha patrimoni, lavoro e personale qualificato. Il mancato pagamento dello stipendio nel giorno regolare, il 20, è per una questione di burocrazia. La paura innescata dall’inchiesta che riguarda vicende gestionali del passato ha rallentato certe procedure. Noi stiamo lavorando sodo nella massima trasparenza e correttezza e siamo perfettamente in regola con i versamenti dei contributi. Quanto a me, ero già alla guida delle cooperative dell’Umbria, e sono stato eletto all’unanimità delle consorziate”. 

Ci può elencare le cooperative?

“Sono dieci e hanno cambiato i cda. Trasimeno Abilita che opera in Umbria, Abilita che opera in Valdichiana, residenza Il Corso con le rsa Guillichini e Maestrini di Arezzo, Confienza che opera al nord tra Confienza e Osoppo, il Ponte a Imperia, Demetra che si occupa di riabilitazione in Umbria, Lavorativamente che gestisce il bicigrill di Frassineto, Margherita di Prato, Rsa Recanati nelle Marche dove i soci non hanno ancora proceduto al cambio del cda, San Carlo Borromeo di Stia dove stiamo chiudendo la struttura per problemi di staticità dell’immobile con un piano di trasferimento della ventina di ospiti condiviso con i servizi sociali”.<CF1403>
 

Quanti sono gli ospiti di cui vi occupate?

“Sono 1.600 tra anziani, disabili e minori. L’attività, di livello ottimo, è proseguita regolarmente nonostante la vicenda giudiziaria”. 

Riuscirà Reses a portare avanti l’attività?

“Questa azienda è sana ed ha grandi risorse, ha esperienza e strutture, dispone di personale efficiente e preparato. I soci lavoratori sono 800 e l’inchiesta ha toccato direttamente 3 di loro, che si trovano in una fase ancora preliminare delle indagini, con le reali cifre tutte ancora da decifrare. La qualità dei servizi non è in discussione bensì la cura della gestione fiscale e tributaria. Il percorso ora è diverso e d’intesa con il nostro avvocato, Corrado Brilli, abbiamo nominato tre consulenti tecnici che ci affiancheranno: i professionisti Baldi, Polverini e Proietti. Abbiamo le risorse per il pagamento degli stupendi ma attendiamo che la burocrazia svolga tutti i passaggi dopo i cambiamenti che ci sono stati, a partire dalla mia nomina a quelli nelle cooperative consociate”.

E’ necessario ricorrere al concordato o l’innesto di nuova finanza?

”Siamo in grado di reggerci con le nostre gambe. Mi sono preso la responsabilità godendo della fiducia delle cooperative consorziate con la piena consapevolezza che Reses ha i numeri buoni per stare sul mercato. Conosco questa realtà per aver lavorato nelle cooperative dell’Umbria e della Valdichiana dove i miei collaboratori hanno avuto modo di conoscermi. Il nuovo cda composto da me, presidente, Laura Pastorini vice presidente e Pierluigi Oscari è impegnato a proseguire l’attività del consorzio nelle varie realtà dove opera.”

Quando saranno pagati gli stipendi alle centinaia di lavoratori?

“Sto lavorando senza soste affinché entro il 30 giugno, magari già oggi, la mensilità di maggio arrivi anche a chi non l’ha riscossa”.