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Arezzo, bimbe scambiate all'asilo, parla il papà dopo la grande paura: "Voglio sapere chi ha sbagliato"

Giovanna Belardi
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“Voglio sapere chi ha sbagliato, voglio sapere la verità. E perchè nessuno riusciva a dirmi a chi era stata consegnata mia figlia. La denuncia? Deciderò con il mio avvocato Nicola Detti”. Chi parla è il padre della piccola di due anni che giovedì, per errore, è stata consegnata a un nonno che era andato a riprendere la nipotina. L’anziano ha suonato il campanello sbagliato, quello del nido invece che della Materna all’Orciolaia, ha fatto il nome della piccola e gli è stata consegnata un’altra bambina.
Non si è accorto dell’errore ed è andato tranquillamente a casa, dove i familiari quando hanno visto la piccola ovviamente lo hanno rimandato indietro. Intanto all’Orciolaia andava in scena un dramma. Perchè nel frattempo, la zia, che tutti i giorni va a riprendere la bambina, quando è arrivata si è sentita rispondere che era venuto già il nonno.
“Io non ho mio padre da quando ero piccolo, il padre di mia moglie vive lontano - spiega il papà che preferisce non dare il nome -. Quando mia cugina mi ha telefonato per dirmi quello che era successo mi trovavo al lavoro, ho mollato tutto e sono volato all’asilo. Sono stato tutto il tempo con la polizia al telefono”. Momenti di terrore assoluto: “Pensavo a un rapimento, e a che dovevo pensare? A qualche balordo che l’aveva portata via. Sono arrivato e nessuno sapeva dirmi a chi era stata consegnata mia figlia. Non avevo un nome, un indirizzo dove cercare. Ero in contatto con la polizia ma è stata mezz’ora da incubo”.
Poi il respiro di sollievo: “Quando l’ho vista arrivare con il vecchietto mi sono detto: eccola. Ho guardato quella persona anziana mortificata, in difficoltà. Mi ha raccontato che quando è arrivato a casa gli hanno detto che aveva sbagliato ed è tornato subito. Ma la colpa non è dell’anziano. Le bimbe si chiamano allo stesso modo, ma mia figlia va al nido da quando aveva 8 mesi. Lo sanno tutti che a prenderla vado io o mia cugina”. Invece evidentemente stavolta qualcosa non ha funzionato: “All’asilo continuavano a ripetere ‘mi dispiace, mi dispiace’ ma non mi davano alcun dettaglio, nessun nome. Io ho cercato di restare calmo ma qualcuno ha sbagliato e voglio sapere chi è stato. Nessun accanimento, ma voglio sapere come sono andate le cose. Mi fa rabbia che io ho dovuto chiamare la polizia e non lo hanno fatto subito loro”. Per la disperazione in quei momenti il papà della piccola non ha avvertito la moglie: “Lavora distante da Arezzo, se le avessi detto subito cosa era successo avrei dovuto temere anche per lei che tornava in auto. Le ho detto tutto solo quando ho ripreso la bambina”. Anche se ha solo due anni la piccola ha capito che qualcosa che non doveva succedere è successo: “Ora ha paura, sta sempre attaccata a noi. Siamo una famiglia stretta, non vediamo tanta gente, anche per questo fatto del Covid. Chiaro che ritrovarsi con un estraneo le ha fatto effetto. Le passerà ma si vede che è spaventata”. Intanto è partita un’indagine che coinvolge l’intera filiera dei controlli all’interno di un asilo. Controlli che evidentemente giovedì hanno avuto una falla dal momento che a un nonno è stata riconsegnata la nipotina sbagliata. 
Per questo il Comune ha avviato un’inchiesta interna per capire cosa possa essere successo a un sistema di verifiche che, come spiega il vicesindaco Lucia Tanti, finora ha sempre funzionato ma senza dubbio stavolta no. 
“Abbiamo avviato un’indagine interna, ci stiamo lavorando. C’è una serie di persone coinvolta in questa vicenda e c’è da verificare cosa è successo. E’ un episodio anomalo. La responsabilità indubbiamente c’è perchè c’è stato uno scambio di bambine - prosegue Tanti -. C’è da scoprire come possa essere successo e a chi ricondurre le responsabilità”. Da chiarire le condotte del personale, in particolare una educatrice e una custode.