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Arezzo, nel primo semestre del 2021 impennata di aperture di bar e ristoranti

Francesca Muzzi
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Nonostante il Covid, nonostante il lockdown, c’è stata, in questo primo semestre del 2021, un’impennata di bar e ristoranti. Tra aperture di nuove attività e subentri, in totale sono 36 i locali che hanno deciso di sfidare la crisi. Un semestre decisamente migliore rispetto al 2020 quando invece furono 12 gli avii e 9 i subingressi. E’ vero, il paragone tra i due anni è ingeneroso, se si pensa ai primi mesi dell’anno scorso, ma è anche giusto ricordare che il Covid e la chiusura totale c’è stata da marzo in poi. E’ altresì vero che alcune delle attività che hanno deciso di aprire quest’anno, erano già pronte o quasi nei primi mesi del 2020.

E andiamo nel dettaglio. In questi primi sei mesi del 2021, tra bar e ristoranti, ci sono stati 20 avvii e 16 subingressi. Il subingresso è così definito dalla legge: il trasferimento della gestione o della proprietà dell'azienda o di un ramo di azienda, per atto tra vivi o per causa di morte, comporta il trasferimento al subentrante della titolarità del titolo abilitativo all'esercizio dell'attività commerciale. L'avvio è invece riferito di fatto alla apertura di una nuova attività. Non necessariamente in nuovi locali. Plaude l’assessore Simone Chierici: “Sono contento di questa ripresa. Significa che anche l’economia ricomincia a girare. Mi auguro che il coraggio dell’imprenditoria aretina venga premiato”. 


Una ripresa certificata anche dalle associazioni di categoria. Valeria Alvisi, direttore di Confesercenti sottolinea: “C’è sicuramente un bel movimento. Molti i privati che in questi mesi sono venuti a chiedere informazioni sulle attività e in diversi hanno deciso di aprire. Non solo bar e ristoranti, ma anche altre”. “Rispetto all’anno scorso - prosegue Alvisi - c’è tanta voglia di ripartire e soprattutto lo abbiamo notato in questi ultimi due o tre mesi. Alcuni erano progetti rimasti fermi dall’anno scorso, altri invece sono nati in questo periodo. Ben vengano”. Federico Vestri, presidente dei ristoratori di Confcommercio è tra quelli che, tra l’altro, hanno aperto un nuovo locale. Per lui si tratta del quinto - Ipokeyou - dopo lo storico Crispi’s, i due del format Ristoburger Easy e il Mexcal. “Le aperture di nuovi locali - dice Vestri - sono sempre ben viste. Sia da parte del cliente che da parte dell’imprenditoria. Ad Arezzo i bar e ristoranti, poi, sono in funzione soprattutto degli abitanti e non dei turisti come succede nelle città d’arte, dove ancora, alcuni locali stentano a ripartire. E sotto questo punto di vista diciamo che siamo fortunati”.  “C’è stata, è vero una ripartenza improvvisa che sinceramente non mi aspettavo - continua ancora Vestri - Ma è anche vero che dopo un periodo di crisi in questo modo, la gente ha voglia di uscire e di vivere. Prova ne è che il fine settimana, sia in centro che in periferia, i ristoranti sono sempre pieni. Quindi ben venga la ripresa e ben vengano le nuove attività”.