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Arezzo, Enrico Vedovini: "No alla Giostra con i vincoli. L'adrenalina è la piazza piena di quartieristi"

Francesca Muzzi
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Enrico Vedovini fa 40. Il 5 di settembre, se Saracino sarà, entrerà in piazza per la 40esima volta. Giostratore di Porta Sant’Andrea dal 2001, vincitore di 12 lance d’oro, avrebbe voluto festeggiare questo traguardo in altra maniera e non con vincoli e limitazioni. “Penso che il mio pensiero - dice - sia comune a tanti che amano la Giostra e che pur di rivederla intera cioè senza vincoli, sarebbero disposti ad aspettare anche un altro anno”.

Un po’ come è successo a Siena, quando il sindaco De Mossi ha preferito annullare le due edizioni del Palio, perché il popolo non avrebbe potuto riempire la piazza. “Il Palio è la festa di Siena e il Saracino quella di Arezzo - dice Vedovini - ma è sempre una festa di popolo e personalmente entrare in piazza e vederla senza quartieristi in piedi e magari con la gente tutta seduta, con le mascherine e senza quell’entusiasmo tipico della Giostra, mi sentirei un ebete”. Le limitazioni volenti o nolenti ci saranno anche se ancora non sono state ufficialmente annunciate. “Noi ci alleniamo come ci fosse un Saracino normale - ma ancora anche noi non sappiamo a quale tipo di limitazioni e vincoli andremo incontro”. Alcuni di questi sono già stati annunciati dal sindaco Ghinelli. Per quanto riguarda il pubblico presente in Piazza Grande non saranno predisposti posti in piedi, mentre le tribune saranno attrezzate con posti a sedere distanziati come previsto dalla normativa.

“E’ assurdo giostrare in questo modo. Almeno per chi come me e come altri, hanno la nostra esperienza, magari per un cavaliere giovane è meglio. Ma l’adrenalina che arriva dai quartieristi che sono in piedi non ha prezzo. E’ quella la vera Giostra. E’ quella la carica che ti dà la piazza. Invece in questo modo saresti quasi obbligato a giostrare non dico nel silenzio, ma quasi”. Oltre alle limitazioni in piazza probabilmente ci saranno anche quelle nel corteo. “Gli incitamenti, ma anche gli insulti durante la sfilata - prosegue Vedovini - sono componente fondamentale. Ma vi ricordate quando nel 2019 non venne fatta la sfilata, perché pioveva? Di certo a noi giostratori mancò qualcosa”. Limitazioni anche per quanto riguarda tutti quei momenti dove c’è la presenza del popolo. Previsti spazi distanziati per il pubblico durante la cerimonia di estrazione delle carriere, mentre in cattedrale entreranno soltanto i figuranti nel numero massimo consentito. “Questa non è la Giostra del popolo e degli aretini - dice Vedovini - Se ci sarà, noi saremo pronti come sempre, perché ci stiamo allenando con professionalità, però il mio pensiero è comune a tanti che amano la Giostra: questo non è il vero Saracino. Forse sarebbe stato meglio aspettare un altro anno”. Intanto c’è attesa per la convocazione del tavolo sulla sicurezza che dovrà convocare il prefetto.