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Arezzo, Coldiretti lancia l'allarme siccità: nei campi le colture soffrono e se continua così raccolti drasticamente ridotti

Luca Serafini
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Non piove da settimane e se continua così sarà un bel problema per le coltivazioni. Agricoltori in stato di allerta: occhi rivolti verso i campi in sofferenza e verso il cielo in attesa di nuvole gonfie di pioggia che spezzino la siccità. Per ora non sono annunciate. “C’è preoccupazione anche se per adesso il sistema degli invasi di cui dispone il territorio consente al sistema agricolo di tenere”, dice Raffaello Betti, direttore di Coldiretti. “I corsi d’acqua sono al minimo e la stagione delle irrigazioni è molto complicata: veniamo da un giugno di fatto senza precipitazioni e la situazione meteo resta critica”. La conseguenza è facile da immaginare: una forte riduzione dei raccolti. “Per i cereali, grano e orzo, questo stato di cose implica una riduzione significativa stimabile intorno al 25% e la situazione attuale si aggiunge alle difficoltà di dicembre, gennaio e febbraio quando al contrario le piogge eccessive ritardarono le semine e frenarono la crescita vegetativa”. A forte rischio c’è il mais: “Se la carenza di acqua dovesse perdurare può andare incontro ad un vero crollo fino all’80%”, dice Betti che però vuol pensare positivo. “Come pure potrebbero essere fortemente negative le ripercussioni per i pomodori da industria, al momento ancora verdi, in caso di una persistente stagione siccitosa”. La novità con la quale il mondo agricolo si misura è quella del clima asciutto in relazione ad olivo e vite, che fino ad oggi non erano esposti a questo problema. “In passato per queste colture non c’erano difficoltà connesse alla quantità di acqua, adesso invece sì” osserva Raffaello Betti “e il cambiamento climatico non è affatto uno slogan ma una realtà con la quale confrontarsi”. A lunghi periodi di gran secco si alternano bombe d’acqua che producono danni ingenti. “Occorre portare avanti soluzioni intelligenti sull’uso della risorsa acqua e che diano continuità e sicurezza nelle irrigazioni” prosegue il direttore di Coldiretti Arezzo. “Esistono progetti per la Valdichiana che necessitano di sostegni mirati da parte delle istituzioni mentre nelle aree alto collinari associazioni e Consorzio di Bonifica portano avanti iniziative importanti con i contratti di fiume”. Mentre il girasole resiste bene alle fucilate della canicola anticipata e il tabacco non mostra ancora criticità, il territorio aretino vive la sua estate 2021 semi-orfana dei frutti. Larghissima parte della produzione standard se la sono portata via le gelate di inizio aprile. Tornando al caldo di oggi, i segni della carenza sono visibili nelle crepe sulla terra, nei fiumi e nei corsi d’acqua a livelli minimi. Meno acqua anche nell’invaso di Montedoglio, cardine di un sistema irriguo diffuso. Ieri il livello nella diga era di 378,04 metri sul livello del mare (59 milioni di acqua invasata) rispetto ai 379,36 metri del 16 giugno (63 milioni mc).  Un anno fa eravamo a 380,46 metri: 67 milioni mc.[/TESTO] A inizio giugno il livello era di 380,05 metri (65 milioni mc). Ma all’Ente acque umbre toscane non drammatizzano. E per apprezzare gli effetti della siccità occorre attendere la seconda metà di agosto. Intanto i campi hanno sete.

ARNO E CORSI D'ACQUA IN SOFFERENZA

Un quadro poco positivo viene tratteggiato anche dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno che cura tutti i corsi d’acqua presenti nel territorio. La situazione è difficile per la perdurante assenza di precipitazioni piovose ed è monitorata dell'osservatorio nazionale di Anbi (associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari). L’Arno in questo momento, primi giorni di luglio, ha fluenze inferiori al 30 per cento rispetto alla media mensile. Tutti i corsi d'acqua hanno portate fortemente ridotte con livelli di acqua al minimo.
Il Consorzio di Bonifica sta cercando con la manutenzione gentile, di salvaguardare la situazione, conservando l'ombreggiatura delle aste fluviali per limitare la evapo traspirazione. In attesa di precipitazioni che sblocchino lo stato delle cose. Il servizio di irrigazione sta funzionando a pieno ritmo nei territori dove sono attivi i quattro distretti irrigui gestiti dall'ente. E’ molto alta la richiesta di acqua - lo scorso anno fu di 1,6 milioni di mc - e per le necessità dell’agricoltura innalzate dal gran secco si valuta che quest’anno sarà superiore. La richiesta di acqua è iniziata quest'anno in anticipo rispetto agli anni passati per il servizio antibrina con cui in primavera certi frutteti sono stati salvaguardati dall'ondata di gelate notturne con le tecniche di spargimento. 
Il trend di richieste di fornitura di risorsa è in crescita rispetto all'anno passato.
Siamo solo all'inizio della stagione più problematica che, secondo le statistiche, entra nel vivo tra metà luglio e la fine di agosto, i mesi meno piovosi dell'anno.
Intanto ci sono studi e progettazioni in corso per servire nuove zone oltre la Valdichiana, comprese le zone montane dove l'agricoltura diventa difficile senza soccorso irriguo.