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Arezzo, arriva la variante Delta. Il dottor Tacconi: "Molto contagiosa, il vaccino è l'unica arma"

Francesca Muzzi
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Tre casi di variante Delta in provincia di Arezzo, sei in totale in tutta la Asl Sud Est. Due in provincia di Siena e uno nel Grossetano. E’ dunque arrivata la temuta mutazione del virus che in Inghilterra, ha fatto registrare nel corso dell’ultima settimana, un aumento di casi del 67%. Le sei persone colpite pare che non fossero vaccinate, nemmeno con la prima dose. Uno di loro sarebbe tornato da un viaggio all’estero. Secondo fonti Asl, fanno sapere che i sei non sono ricoverati. Nei giorni dunque che Arezzo e provincia segnavano il minimo dei contagi, l’arrivo della variante Delta, ha scombussolato le cose. Il direttore di Malattie infettive dell’ospedale San Donato, Danilo Tacconi, ribadisce l’importanza del vaccino e della prevenzione, fatta delle semplici regole che abbiamo imparato a conoscere dal marzo 2020. “Il vaccino resta l’arma principale - dice - Ma tutto il ciclo completo con le due dosi. L’aumento dei casi in Inghilterra è proprio dovuto al fatto che molti avevano ricevuto solo una dose di vaccino. Ricordo che una prima dose copre del 30%, mentre un ciclo completo dell’80%”. “Come principio - prosegue - tutte le persone, anche quelle vaccinate, possono essere contagiate dalle varianti, ma il loro decorso avrà meno complicazioni. Quindi un ciclo vaccinale completo serve prima di tutto per ridurre la diffusione del Covid, per avere minori complicanze e riducendo lo sviluppo del virus, si riducono le possibilità di sviluppare le varianti”. Entrando nello specifico della variante Delta, il tracciamento, rispetto al virus cosìddetto selvaggio è più intensivo. “Si vanno a cercare i contatti - spiega ancora il dottor Tacconi - fino a sette giorni indietro. Inoltre rispetto al virus per così dire normale, la persona non viene ‘liberata’ dalla quarantena fino a quando il tampone non è negativo”. Invece con il ceppo normale poteva uscire anche se dopo 21 giorni continuava ad avere il tampone positivo. La variante Delta differisce poi per una diversa sintomatologia: “Ci sono meno disturbi sia dell’olfatto che del gusto. Ma ciò che la rende davvero diversa è la sua grande capacità di diffondersi. Rispetto alle altre varianti è molto più contagiosa”. Le regole per evitare il contagio sono sempre le stesse: “All’esterno - dice il direttore di malattie infettive - possiamo anche non usare la mascherina, ma se ci troviamo in una situazione di affollamento è bene metterla anche se siamo fuori. Usare la mascherina invece nei luoghi chiusi, stare attenti al distanziamento e importante lavarsi spesso le mani”. “Poi - conclude Tacconi - vacciniamoci e completiamo il ciclo con le due dosi. Ci proteggono dal virus, dalle varianti e in caso di contagio le conseguenze saranno lievi e i ricoveri, come ora, ridotti al minimo”. Su Arezzo ci sono anche un caso di variante inglese e uno di brasiliana.