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Arezzo, appropriazione di soldi pubblici: condanne e rinvii a giudizio per Coingas, il punto. E i comuni soci saranno risarciti

Luca Serafini
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Due anni di reclusione con la condizionale a Sergio Staderini e un anno e quattro mesi a Jacopo Bigiarini. Perché, sentenzia il giudice, si sono appropriati di denaro pubblico con le consulenze d’oro di Coingas. Peculato. E tutti rinviati a giudizio gli altri undici, tra cui il sindaco Alessandro Ghinelli, l’assessore Alberto Merelli e Francesco Macrì, presidente di Estra. Prima udienza il 2 novembre. Sono queste le decisioni del gup Claudio Lara pronunciate alle 13 di ieri al termine dell’udienza preliminare sul caso Coingas, Estra, Multiservizi. Con i verdetti dei riti abbreviati per l’ex amministratore della spa, Staderini, e per l’avvocato Bigiarini, il giudice ha piantato paletti che complicano le cose ai big imputati. Prima di tutto, afferma il gup, Coingas ed Estra sono soggetti di diritto pubblico e non privato come ritenevano le difese per giustificare certe spese ritenute malversazioni. Distinzione fondamentale: il castello accusatorio infatti poteva crollare. E pur in attesa di conoscere le motivazioni delle condanne, per il gup le consulenze affidate da Coingas agli avvocati fiorentini Pier Ettore Olivetti Rason e Jacopo Bigiarini furono davvero peculato, sperpero di denaro pubblico. Come pure gli incarichi al commercialista Marco Cocci. In tutto un flusso di circa mezzo milione di euro speso in consulenze definite “d’oro” perché esorbitanti, slegate da reali necessità di Coingas e assegnate senza un bando pubblico. Esplicativo di quella stagione di incarichi facili, è proprio quello che fu affidato sul niente all’avvocato Bigiarini ma che venne imbastito con lo scopo, addirittura, di imbonire il direttore di una influente testata giornalistica toscana affinché garantisse buona stampa al sindaco Ghinelli: i soldi servivano ad assumere l’amica del direttore. Quattordicimila euro che prima della sentenza Bigiarini ha restituito a Coingas.
Il filone consulenze è il cuore dell’inchiesta svolta sul campo dalla Digos e condotta prima dal pm Andrea Claudiani, poi dal procuratore Roberto Rossi. Il caso esplose a luglio di due anni fa e scosse la vita politica locale, anche se il sindaco Ghinelli non ne ha risentito a livello di consenso, è stato rieletto e veleggia con buone percentuali di gradimento. Recepita dal gup Lara anche l’impostazione della procura sull’abuso d’ufficio nella nomina di Francesco Macrì nel cda di Estra. Macrì era consigliere comunale di FdI e poi divenne presidente della multiutility: quel passaggio dal municipio alla società, secondo la legge Severino non si poteva fare. Il verdetto di condanna per Staderini - l’ex uomo di fiducia del sindaco che registrava di nascosto le riunioni - in teoria inguaia gli accusati in concorso con lui, che andranno a processo in autunno. E cioè Olivetti Rason e Cocci, beneficiari degli incarichi, e Macrì, che stando alle rivelazioni di Staderini avrebbe ispirato le consulenze allo studio fiorentino. Sul versante della nomina in Estra, si complica la situazione per lo stesso Macrì e per il sindaco Ghinelli, accusati di abuso d’ufficio in concorso con Staderini. Novità sul filone Multiservizi. Il giudice Lara ha modificato la trama accusatoria del filone, quello sullo scambio di favori tra Roberto Bardelli (il consigliere comunale Breda) e Luca Amendola. Non fu corruzione, dice il gup, ma traffico illecito di influenze. Una distinzione che riduce l’entità della possibile pena e che discende dal fatto, secondo il giudice, che la promessa di aiuto economico il Breda non l’avrebbe ottenuta nella veste di consigliere comunale, pur essendolo, ma a livello privato, personale. Le condanne di Staderini e Bigiarini tengono conto dello sconto di un terzo per il rito alternativo. Per Staderini i due anni sono pari pari quelli chiesti dal procuratore Rossi, tenendo anche conto della collaborazione offerta agli inquirenti come “pentito”; per Bigiarini (1 anno e 4 mesi) il gup ha aggiunto due mesi alla richiesta dal pm ma lo esonera dal risarcimento (ha restituito i soldi) al quale invece si espone Staderini di fronte al fuoco di fila dei comuni soci di Coingas che battono cassa per riavere i soldi mal spesi. Entrambi, poi, hanno ricevuto l’interdizione dai pubblici uffici. Vedremo se faranno appello. A processo - con posizioni diversificate - vanno Ghinelli, Macrì, Merelli, Olivetti Rason, Cocci, Bardelli, Amendola, ma anche Franco Scortecci, presidente Coingas attuale, Mara Cacioli, contabile chiamata ad aggiustare i conti, Stefano Pasquini avvocato del comune e Lorenzo Roggi presidente di Arezzo Casa.

RISARCIMENTO AI COMUNI PARTE CIVILE

[/CITTA-SOLA]Rivogliono indietro i soldi mal spesi. Sono i comuni soci di Coingas, la vecchia spa del metano che ora è cassaforte dei ricchi dividendi di Estra. Salvo qualche eccezione - come Arezzo, Bibbiena, Castiglion Fiorentino - i municipi partecipano come parte civile al processo. La sentenza di ieri del gup Lara riconosce loro il diritto a rivalersi economicamente su Sergio Staderini, che di Coingas fu amministratore e le consulenze finite nell’occhio del ciclone le varò. 
Anche se, ha poi spiegato, su pressione di Macrì, per gli incarichi a Olivetti Rason. Mentre le convenzioni con Cocci erano genuine, per ridare dignità e autonomia alla spa. Ma né il pm né il giudice Lara hanno fatto distinzioni. Quindi c’è un monte di oltre 400 mila euro giudicato malversazione che i comuni chiedono ritorni in Coingas. 
I 14 mila euro presi dall’avvocato Jacopo Bigiarini per la triangolazione con Olivetti Rason sono stati già restituiti. Sulla partita grossa, ha stabilito il gup, si deciderà dinanzi al giudice civile. Intanto Staderini deve accollarsi le spese legali: 1.800 euro all’avvocato Davide Scarabicchi per i comuni che rappresenta, 1.500 all’avvocato Raffaello Giorgetti per Cortona, 3.000 euro all’avvocato Riccardo La Fera che rappresenta numerosi municipi. Non è escluso che i municipi possano tentare la strada di un sequestro conservativo in attesa che la questione venga definita. Da parte sua, Coingas spa, sarebbe intenzionata a promuovere una azione civile davanti al tribunale delle imprese di Firenze, sempre contro l’ex amministratore unico Sergio Staderini.