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Verso Italia-Inghilterra, il dottor Danilo Tacconi: "Tifiamo azzurri, ma con la mascherina"

Francesca Muzzi
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Vigilia di Italia-Inghilterra. Domenica 11 luglio sera alle 21, gli azzurri scenderanno in campo al Wembley Stadium di Londra per la finale degli Europei. Nello stesso giorno di Spagna ‘82 e a due giorni dal 9 luglio 2006. Una serie di coincidenze per quest’Italia di Mancini che ha ridato speranza e vita dopo un periodo difficile per tutti. Per questo le notti degli Europei, partite in sordina, sono state un crescendo di emozioni. Tanto che a 24 ore dal fischio d’inizio, anche gli aretini si stanno preparando per la sfida. C’è chi guaderà la finale a a casa, chi dagli amici, chi al ristorante, chi nei circoli. La parola d’ordine sembra essere: insieme. Come mai ci siamo stati in questo ultimo anno e mezzo. Ma senza dimenticare che se domani l’Italia potrebbe battere l’Inghilterra, il Coronavirus resta ancora un avversario tosto e pronto a tornare ad attaccare ad ogni abbraccio. Per questo le raccomandazioni, anche se possono sembra noiose, non sono mai troppe. Il direttore di Malattie infettive dell’ospedale San Donato, Danilo Tacconi dice: “Io sono il primo che tiferò i nostri azzurri, ma mi auguro che ognuno di noi lo faccia con intelligenza e responsabilità”. “Quello che voglio dire, anche a costo di risultare impopolare in questa vigilia così frizzante, è che specialmente chi vedrà la partita con altre persone che non conosce, indossi la mascherina anche se siamo fuori, ma non possiamo mantenere la distanza di sicurezza. Abbiamo visto scene di giubilo, baci e abbracci nelle piazze nelle scorse partite. Io dico che non possiamo rischiare. Quindi tifiamo tutti la nostra Nazionale, ma se ci troviamo in una situazione di rischio, indossiamo la mascherina, non ci costa niente. Usiamo la nostra intelligenza e la nostra responsabilità, perchè tutti ci ricordiamo il periodo che abbiamo passato”. E se l’Italia dovesse vincere, il dottor Tacconi raccomanda ancora più prudenza: “Se andiamo a fare i caroselli da soli in auto, va bene, ma se festeggiamo fuori, proteggiamoci per non pentirsi domani”. Ad Arezzo i luoghi di ritrovo saranno soprattutto i ristoranti, le pizzerie. L’assessore allo sport Federico Scapecchi proprio per favorire il maggiore afflusso nei locali, ha deciso di non mettere nessun maxischermo nelle piazze. “La nostra intenzione sarebbe stata di posizionarlo all’Anfiteatro - dice - ma abbiamo preferito lasciare spazio ai ristoratori”. Invece in provincia tutti si stanno organizzando con i maxischermi. A San Giovanni Valdarno, a Castiglion Fiorentino, fino in Valtiberina. A maggior ragione dunque ognuno si protegga. “Che sia una serata divertente per tutti, ma con prudenza. Anche da sotto la mascherina possiamo gridare ‘forza Azzurri’”, conclude il dottor Tacconi