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Arezzo, è la domenica dell'Italia. Le raccomandazione di Poponcini: "Usate la testa"

Francesca Muzzi
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E’ la domenica dello sport italiano. Alle 15 Wimbledon, alle 21 Wembley. Ma se per Matteo Berrettini che si gioca la finalissima, l’attesa è grande, per gli azzurri è grandissima e la domanda che ricorre in queste ultime ore è una sola: dove si guarda la partita. Arezzo ha scelto di non mettere maxischermi. E alla fine si è rivelata anche una scelta lungimirante, visto che in molte città italiane li hanno vietati dopo la vittoria di martedì scorso e le scene che l’hanno accompagnata e dopo il leggero rialzo che c’è dei contagi. Arezzo però ha scelto di non mettere i maxischermi, perché come dice l’assessore allo sport, Federico Scapecchi “non volevamo togliere spazi ai ristoratori. Se avessimo messo il maxischermo all’Anfiteatro, come volevamo fare, mille persone sarebbero state là e le avremmo tolte ai ristoratori che hanno bisogno di lavorare”. Invece a San Giovanni Valdarno il maxi schermo è già sold out. In neanche 24 ore sono stati prenotati i 190 posti disponibili. Come da disposizioni di legge per gli spettacoli all’aperto in periodo di emergenza sanitaria, il numero di postazioni sedute era imposto e sono bastate poche ore per registrare il sold out. Oggi potranno accedere alla piazza soltanto le persone che hanno il posto prenotato e l’ingresso sarà permesso dalle 19,30 ed entro – e non oltre – le 20,45. Non sarà consentito portare contenitori in vetro nè superalcolici e si potrà seguire la partita soltanto stando seduti nelle sedie predisposte nella piazza. E’ raccomandato un comportamento attento e responsabile da parte dei cittadini.
Le stesse raccomandazioni che arrivano anche dal capoluogo. Se il direttore di malattie infettive dell’ospedale San Donato, Danilo Tacconi chiede di indossare la mascherina anche in un posto all’aperto se ci sono assembramenti “o se guardiamo la partita con persone sconosciute”, il comandante della municipale, Aldo Poponcini si raccomanda di “usare la massima responsabilità, specialmente se l’Italia vincerà gli Europei”. Ma dove la guarderanno la partita i vip aretini. Partendo proprio dal comandante della Municipale che come sempre resterà a casa: “Sono scaramantico - risponde - e come ho fatto per le altre, me ne starò in casa e la guaderò da solo”. Il sindaco Alessandro Ghinelli sarà invece nella sua abitazione in campagna, insieme ad un gruppo di amici. Restando in zona Comune, l’ex arbitro Paolo Bertini “guarderò il primo tempo in attesa del traghetto e poi il secondo in traghetto, perché sto tornando dalle vacanze”, dice. Anche il direttore generale della Asl, Antonio D’Urso che in questi mesi non ha staccato mai tra Covid e vaccini, ha deciso stavolta di prendersi una pausa e di guardare l’Italia “a Roma, insieme a mio figlio”. 
Infine l’arcivescovo Riccardo Fontana che anche se non è un grande tifoso di calcio, la finale la guaderà comunque, in casa propria.
Insomma che sia a casa, al ristorante, insieme agli amici o da soli, stasera sarà una grande notte per gli azzurri e per tutti gli italiani. Che coincide con una data altrettanto importante: 11 luglio. 
Nel 1982 in questo stesso giorno, gli azzurri di Bearzot diventarono leggenda in Spagna. Oggi tocca agli azzurri di Mancini. Una squadra che come dichiarò la moglie di Paolo Rossi, Federica Cappelletti, “mi fa ricordare tanto quella dell’ ‘82”. E che il finale sia lo stesso.