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Arezzo, incendio di Poti con probabile origine dolosa: nessun danno ai ripetitori, area presidiata anche di notte

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Potrebbe essere di origine dolosa l’incendio che ieri pomeriggio, lunedì 12 luglio, ha minacciato i ripetitori di Poti, l'Alpe che sovrasta Arezzo dopo le operazioni di spegnimento è proseguito nella notte il controllo dell’area sulla sommità della montagna.

Poco meno di mezzo ettaro di vegetazione (4.200 metri quadrati) è andato distrutto dal fuoco, partito dalla strada bianca che scorre sotto al sito con gli impianti per i servizi di telecomunicazione pubblica e privata.

L’origine delle fiamme è localizzata a circa 50 metri dall’area delimitata da recinzione. Non ci sarebbero danni né per le fiamme né per il calore grazie al rapido intervento delle squadre di spegnimento. Vigili del fuoco, volontari della Racchetta, operatori degli enti territoriali sia della Valtiberina che del Casentino.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri forestali per raccogliere elementi utili ad accertare l’effettiva natura del rogo che potrebbe essere stato appiccato intenzionalmente. Dalle 17 in poi di lunedì l’attività di spegnimento coordinata da figure preposte ha consentito di intervenire da terra e dal cielo in modo rapido ed efficace limitando le conseguenze.

Le fiamme hanno trovato facile esca nella pineta mista a sottobosco. Una volta domato l’incendio, preziosa è stata l’opera volta a impedire possibili riprese. I volontari della Racchetta hanno presidiato il luogo. La pioggia prevista per il pomeriggio potrebbe dare sollievo anche in tutto il territorio dopo giorni di gran secco.