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Arezzo, caso Saione: la Polizia municipale ritira la querela contro Paolo Giusti. "Ha prevalso il buonsenso"

Luca Serafini
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Alla fine ha prevalso il buonsenso. La Polizia Municipale ha ritirato la querela contro Paolo Giusti, il cittadino che nel 2017 chiese aiuto ai vigili urbani per sedare una situazione pericolosa a Saione ma poi venne denunciato per diffamazione dall’allora comandante Cino Augusto Cecchini. Il quartiere era bersagliato dal microcrimine (tuttora permangono i problemi) e uno sfogo su facebook di Giusti non venne gradito. Ieri doveva tenersi il processo nei confronti di Giusti con l’esame dei testi dell’accusa tra i quali l’ex comandante. Ma il processo non si è celebrato.

“L’attuale comandante Aldo Poponcini” spiega l’avvocato Roberta Blasi, legale di Giusti “ha rimesso la querela con estinzione del reato, dimostrando senso pratico, necessario in questo momento storico”. L’avvocato Blasi, che è vice presidente dell’associazione Duomo Vecchio guidata dall’avvocato Carlo Barsotti, che si batte per sicurezza e decoro a Saione, aggiunge: “C’è ora l’auspicio di poter aprire un nuovo capitolo caratterizzato dalla collaborazione e non dall’antagonismo per poter, d’intesa tra tutti, cittadini e autorità, se non eliminare arginare i fenomeni di palese delinquenza e degrado”.

Blasi conclude: “Si è resa giustizia ad un cittadino per bene, portatore di valori profondi, da sempre impegnato nel sociale che ho avuto il piacere di conoscere e al quale oggi mi lega grande stima e rispetto”. In quel 2017 Paolo Giusti era portavoce del disagio a Saione con varie segnalazioni. Viveva vicino ad un negozio frequentato da persone dedite ad attività illecite e non ce la faceva più ad assistere a episodi violenti, spaccio, prostituzione, risse, danneggiamenti. Un giorno, il 23 agosto, espresse il suo malcontento su facebook: con una frase neanche troppo sopra le righe lamentava il mancato arrivo della Polizia municipale. E’ finito a processo. La vicenda, raccontata dal Corriere di Arezzo lo scorso anno, divenne un caso. Sindaco Ghinelli, comandante Poponcini e Giusti hanno preferito tendersi la mano e chiudere la storia. Evitato il paradosso, usato il buonsenso, nel rispetto del Corpo, delle istituzioni e del cittadino.