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Arezzo, sulla via di Francesco da la Verna ad Assisi cresce il movimento dei pellegrini escursionisti: percorsi e nuovi progetti

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Sono sempre più numerose le persone che scelgono di intraprendere un viaggio verso luoghi di culto e luoghi sacri come santuari, chiese e conventi. Il Santuario de La Verna è il simbolo di tutto ciò: sul Sacro monte ogni anno vengono accolte migliaia di persone alla ricerca di una dimensione spirituale. La comunità accoglie volentieri tutti quelli che salgono sul Monte e in modo particolare i pellegrini che vengono per cercare un tempo di preghiera e riflessione nei luoghi di San Francesco. Il progetto della Via di Francesco vuole recuperare proprio questo spirito. Un viaggio, un'avventura, un trekking, un pellegrinaggio, un'esperienza di vita? “La Via di Francesco”, spiega il presidente dell’associazione Cammini di Francesco in Toscana, Giovanni Tricca, “è il nome scelto anche dalle altre regioni, Emilia Romagna, Lazio e Umbria, con una meta che per tutti è Assisi. Un unico Cammino per raggiungere Assisi partendo da La Verna a nord, o da Roma, a sud di Assisi”. Percorribile a piedi o in diversi altri modi, la Via di Francesco è un itinerario di circa 500 km che rincorre dunque le strade del Poverello. È un percorso che collega alcuni dei luoghi che testimoniano della vita e della predicazione del Santo; un cammino di pellegrinaggio, che intende riproporre l’esperienza francescana nelle terre che il santo ha calcato. Proprio nell'aderenza alla storia di Francesco la Via trova la sua plausibilità e il suo fascino. Il progetto ha avuto un finanziamento di 2 milioni dal Ministero dei Beni Culturali che prevede la messa in sicurezza del cammino entro la primavera 2022. Negli anni successivi previsto il recupero di edifici pubblici o della diocesi per l’accoglienza. “Sto lavorando perché abbiamo davanti date importanti: il 2024 l’anniversario delle stimmate, il 2025 il Giubileo e il 2026 l’anniversario della morte di Francesco. Tutto questo, se lavoriamo bene” aggiunge Tricca “potrebbe essere il lancio mondiale della Via. Ci sono 25-30 mila persone che la percorrono all’anno, secondo i dati forniti dalla basilica di Assisi per coloro che chiedono le credenziali. Mi auguro che si riesca a creare questo prodotto che può avere numeri straordinari. In questi giorni si è riaperto il convento di Cerbaiolo, il più antico della Valtiberina. Ci sono alcune frazioni che con il passaggio dei pellegrini stanno rifiorendo. La Via di Francesco ha un fascino particolare: trovare lungo la strada i conventi rimasti intatti nei secoli”. “Al di là del valore spirituale e turistico – conclude Tricca – dal punto di vista organizzativo porta un’attenzione di rete per il territorio che stavamo perdendo, quindi ha un valore di sostenibilità. Anche in periodo di Covid è l’unica forma di turismo che ha retto: il pubblico italiano c’è sempre stato”.

PERCORSI

Partendo dalla Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, si può scendere per due direttrici. Una è quella classica e più famosa, che dalla Verna va a Pieve Santo Stefano, cioè l’eremo di Cerbaiolo risalente all’VIII secolo. Da lì si va a Montecasale, con l’episodio dei tre ladroni, e si scende a Sansepolcro. Qui i luoghi indicati dalle fonti sono la piccola chiesa di San Lazzaro, che come indica il nome era probabilmente un lazzeretto e che è oggi chiusa al culto, e la Cattedrale, di fronte alla quale Francesco ha fatto delle prediche di fronte. Poi si attraversa il Tevere entrando in Umbria verso Citerna.
L’altra direttrice dalla Verna va verso Caprese Michelangelo con l’eremo della Casella. Da lì ad Anghiari, dove ci sono due luoghi fondamentali: il castello di Montauto, dove ricevette in dono il saio che poi nel 1503 è stato portato a Firenze e che è stato restituito nel 2003 ai francescani alla Verna; e la Croce, in cima alla ritta. Da Anghiari ci si può poi immettere di nuovo nel percorso che va verso Citerna oppure si può andare verso Arezzo, dove la cacciata dei diavoli è un luogo fondamentale, e poi verso Cortona, dove c’è l’eremo delle Celle. Da Cortona sulla Lauretana si può andare verso Assisi oppure ricongiungersi con la via Francigena.
Su richiesta viene conferita una Credenziale che, oltre ad attestare l’effettivo compimento del pellegrinaggio, rappresenta anche un documento di viaggio per distinguere i pellegrini dagli altri viaggiatori. 
Il documento viene rilasciato dall’autorità religiosa e coloro che intendono affrontare il pellegrinaggio, a piedi, in bicicletta o a cavallo, si impegnano ad accettarne il senso e lo spirito.