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Arezzo, impennata della variante Delta: 26 casi in tre giorni. D'Urso: "I contagi aumenteranno, serve il vaccino"

Francesca Muzzi
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Aumentano i casi legati alla variante Delta. Lunedì 12 luglio erano 5, tre giorni dopo 26, sparsi in tutta la provincia di Arezzo. Per quanto riguarda i contagi invece rispetto a mercoledì, sono scesi, a fronte di 446 contagi effettuati nelle ultime 24 ore. Da 17 a 7 così distribuiti: 2 nel capoluogo, 3 a Lucignano e 2 a San Giovanni Valdarno. Non ci sono ricoverati in bolla Covid, mentre ce n’è uno in terapia intensiva all’ospedale San Donato. Le persone positive sono 142 di cui a domicilio 86, mentre le quarantene sono 199. “Un trend, quello dei contagi, destinato a crescere, soprattutto nelle persone che non si sono vaccinate”. A dirlo è il direttore generale della Asl Sud Est Toscana, Antonio D’Urso.
Direttore, abbiamo visto che i contagi non si fermano, anzi. Che situazione dobbiamo aspettarci anche rispetto alla scorsa estate dove nello stesso giorno, 15 luglio, non si registrava nessun positivo nella provincia di Arezzo?
“La differenza tra questa estate e la scorsa - risponde D’Urso - sono i vaccini. Con molta probabilità nelle prossime settimane assisteremo ad un incremento dei contagi, quasi tutti concentrati in coloro che non si sono ancora vaccinati”. “Questo - prosegue D’Urso - è anche la conseguenza del sostanziale ritorno alla normalità e all'allentamento delle restrizioni. Il nostro obiettivo rimane quello di vaccinare quanta più popolazione possibile”.
A proposito di vaccini, la provincia di Arezzo ha un’ ottima media per quanto riguarda le somministrazioni. Attualmente a che punto siamo?
“Le vaccinazioni proseguono con regolarità - risponde D’Urso - Abbiamo una fornitura che ci permette di tenere un ottimo livello di vaccinazioni quotidiane, sempre sopra le 2000. A giorni raggiungeremo le 300 mila vaccinazioni in provincia di Arezzo”. I numeri all’ultimo bollettino Asl dicevano che sono 183.357 coloro che avevano ricevuto la prima dose, mentre 106.204 quelli che hanno completato il ciclo vaccinale. E quando si parla di vaccini non si può non parlare   di green pass.
Secondo lei, direttore, è giusto avere un “lasciapassare” per accedere ai ristoranti, o alle sale da ballo, oppure agli stadi. O anche solo per viaggiare?
“La decisione sull'utilizzo del green pass - risponde ancora D’Urso - è di competenza del Governo centrale. A mio giudizio, però, vanno mantenute tutte le precauzioni e i comportamenti di prudenza possibili in quanto il virus è ancora presente in tutto il territorio”. “Non possiamo assolutamente abbassare la guardia - si raccomanda e conclude il direttore generale - e quindi seguire le regole di base che tutti abbiamo imparato e soprattutto i vaccini, perché è molto importante farli. E’ l’unica arma che abbiamo per contrastare il virus”