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Arezzo, progetto per l'albergo abbandonato di Poti. Fabrizio Gargiani: "Cercasi investitori"

Francesca Muzzi
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Cercasi investitori per ridare vita all'albergo di Poti”. L'appello arriva da Fabrizio Gargiani che, da maggio scorso, ha rimesso a nuovo l'attuale Baita di Poti. Dietro a quello che ai più appariva solo un sogno, c'è - finalmente - un fondo di concretezza. Ci sono studi, progetti e un primo step: “Quello di cominciare proprio dall'albergo. Cioè dalla sua ristrutturazione”, precisa Fabrizio facendo intendere che nonostante l’abbandono di anni, niente è perduto. Chiaramente non si parla di investimenti alla leggera, ma “di milioni di euro - sottolinea Gargiani - perché poi l'altro step sarebbe quello di costruire una stazione termale o un centro benessere”.

 

 

Nelle settimane e nei mesi scorsi, Gargiani che la prossima settimana - dal 23 al 25 di luglio - darà vita al festival itinerante del benessere che comprende anche la sua Baita, ha intessuto colloqui con la proprietà dell'ex albergo di Poti che si trova in cima alla montagna cara agli aretini. “Appena passata l'estate - dice - cominceremo a pensare davvero a ciò che fare di questa struttura. C'è la volontà di riportarla in vita, ma servono anche investitori importanti che abbiano a cuore questo posto. O che semplicemente abbiano la lungimiranza di vedere oltre. Entro settembre qualcosa in un verso o nell'altro potrebbe muoversi”. “Anche lo stesso Comune di Arezzo potrebbe essere parte interessata nell’affare”. La zona dove è nato l'albergo di Poti ha anche 290 ettari di terreno intorno. Sarebbe la grande occasione dopo un periodo buio. Quella di ridare vita ad un posto che un tempo rappresentava davvero la vita degli aretini. Cerimonie, vacanze estive, tutti hanno emozioni e ricordi legati a Poti e a quell'albergo che adesso è addormentato nel bosco. L’albergo che si sviluppa su un ampio raggio, un tempo ospitava sia per lunghi soggiorni che per gite giornaliere gli aretini attirati, soprattutto d’estate, dall’aria frizzantina. Il posto è rimasto in voga fino agli anni ‘70, poi piano piano si è completamente spento fino a quando la natura ha ripreso il suo posto.

 


E per capire quanto Poti sia un punto di riferimento, domani ci sarà la camminata organizzata dalla Fondazione Arezzowave Italia in collaborazione con l'associazione A piede libero e con il Calcit di Arezzo. 
Mentre domenica prossima sarà la volta della cicloturistica L’Ardita che salirà dalla salita Pantani. Insoma, per adesso tante iniziative per riscoprire la montagna degli aretini anche solo "di sfuggita", ma chissà che un giorno non torni ad essere sia la meta degli aretini in qualsiasi momento dell'anno e sia un polo turistico per chi arriva da fuori Arezzo. Del resto se questa pandemia qualcosa ci ha insegnato, è stato il riscoprire la natura e riappropriarsi delle cose semplici.