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Green pass, sì convinto dal catering: "Noi ci lavoriamo ed è una sicurezza"

Francesca Muzzi
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Green pass sì, green pass no. Il mondo si divide, Arezzo non fa eccezione. I ristoratori tornano sul piede di guerra al grido di “non siamo sceriffi”, ma c’è chi il green pass lo utilizza da oltre un mese, da quando cioè hanno ridato il permesso a celebrare matrimoni o eventi. Roberto Lodovichi sta nel mezzo. Nel senso che è sia un ristoratore che un organizzatore di eventi. “Se il green pass vuole dire fare vaccinare tutti, allora ben venga - dice Lodovichi - Penso che sia una questione di rispetto nei confronti di tutti. Un documento che serve a dare sicurezza. Io personalmente mi sono vaccinato e sono contento di averlo fatto”.

 

 

“So - prosegue - che nel campo della ristorazione c’è chi non lo vuole, ma penso che invece sia utile. Noi quando facciamo le cerimonie, non lo chiediamo personalmente, perché sono gli sposi che lo devono fare, ma comunque poi ne arriva anche una copia a noi che senza violare la privacy di nessuno teniamo e siamo sicuri che coloro che serviamo sono vaccinati, o hanno fatto il tampone, oppure sono guariti dal Covid”. Gianni Briganti è invece il titolare di Evento. “Noi al posto del green pass abbiamo messo, come da regole ministeriali, un’autocertificazione dove ognuno segna se ha fatto il vaccino, oppure se ha eseguito un tampone o se ha avuto il Covid, poi le prendo tutte e le conservo per quattordici giorni. Non è un problema assolutamente e anzi ho notato che sono gli stessi invitati a consegnare volentieri la propria autocertificazione. Mai riscontrato un contrattempo, è una pratica che una volta introdotta va da sé, ma soprattutto è utile per tutti quanti. Per chi lavora e per chi è invitato”. 

 

 

Federico Caneschi è invece un wedding planner e anche lui ha finalmente ricominciato a lavorare. Anche sabato scorso era dietro a sistemare addobbi e a dare gli ultimi consigli ad una coppia di sposi. “Ho riscontrato qualche difficoltà - sottolinea - specialmente nei grandi matrimoni. Fino all’ultimo alcuni non sapevano dove ritirare il documento, ma poi tutto si è sempre risolto per il meglio”. Federico è tra coloro che usa la app: “Quando arrivano gli invitati passano il codice ed entrano. Niente di più facile - continua Federico - Poi teniamo la lista degli invitati per i successivi 14 giorni, ma finora è sempre filato tutto per il meglio. Noi che siamo stati i primi ad usare questo metodo non ci sembra così difficile, ma soprattutto è una sicurezza per tutti”. In settimana intanto il Governo dovrebbe dare le linee definitive per il green pass. Specialmente la categoria dei ristoratori non ci sta: “Non possiamo controllare quelli che sono i dati sensibili di una persona. No al green pass”. Non tutti però sono dello stesso avviso, specie se serve per dare una spinta alla vaccinazione