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"Spostati frocio", poi insulti e botte da un ragazzino: "Mai subito una violenza simile"

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Giovanna Belardi
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Aggressione omofoba sabato in pieno corso Italia, alle 21,30, ad Arezzo, dove un ragazzo di 22 anni, secondo quanto riferito, è stato insultato, minacciato e quindi preso a ceffoni da parte di un ragazzo di poco più giovane. L’aggressore è stato poi individuato in piazza Sant’Agostino, dopo che era stato riconosciuto e segnalato ai carabinieri, e lunedì 19 luglio, mattina, è partita la denuncia da parte del ventiduenne. Una brutta storia a qualche settimana dal pride, che vede vittima Giacomo, da poco laureato in psicologia clinica che ha raccontato la sua esperienza a Chimera Arcigay la quale a sua volta ha poi pubblicato un post segnalando al popolo dei social quanto era successo sotto gli occhi di tutti coloro che in quel momento si trovavano in centro storico.

 

 

Nonostante in passato Giacomo fosse stato altre volte aggredito verbalmente, talvolta anche spintonato, è la prima volta che viene colpito con questa violenza, tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso con un referto di alcuni giorni. Tutto è successo in una manciata di minuti in corso Italia sabato sera. E’ lo stesso Giacomo a ricostruire come è andata. “Stavamo andando a una manifestazione a favore degli animali con due compagne - racconta il giovane aggredito - quando da un gruppo che procedeva nel senso opposto un ragazzino ha urlato “frocio spostati”. A quel punto io gli ho detto se c’era qualche problema e lui ha risposto: “spostati perché sei ricchione”. Io ho risposto “In tal caso spostati tu”. L’altro ha continuato dicendomi che se non mi spostavo avrebbe agito diversamente. Poi non ho capito più nulla, ho sentito solo due colpi al volto. Una gran botta. Alcuni passanti mi hanno espresso sostegno e intanto il ragazzino è scappato insieme agli altri”. A questo punto, ripresosi un attimo, Giacomo viene indirizzato verso Piazza Sant’Agostino, dove il gruppo di ragazzini era stato visto dirigersi. E infatti arrivato lì in pochi minuti trova aggressore e amici. Quindi chiama per la seconda volta i carabinieri: “Prima avevo segnalato l’accaduto, poi ho detto loro di averlo riconosciuto. Sono arrivati e lo hanno fermato e identificato. Quindi sono andato a farmi medicare al pronto soccorso”.

 

 

Non è chiaro se l’aggressore fosse minorenne, ma è stato denunciato dallo stesso Giacomo: “Sono abituato a ricevere queste aggressioni, soprattutto verbali. In passato c’è stato qualche spintone di troppo ma mai colpi al volto - spiega -. Mai tutta questa violenza”. Giacomo si definisce una persona agender, ovvero una persona cioé che rifiuta il binarismo uomo/donna. Si è appena laureato a Firenze in psicologia clinica e ha deciso di dare evidenza a quello che è successo perché serva a cambiare qualcosa: “Questi episodi accadono troppo spesso e nessuno ne parla, le vittime in primis. Per questo è importante che si sappiano e soprattutto che ci sia la possibilità di educare al rispetto delle differenze - spiega -, soprattutto nelle famiglie e nelle scuole”.