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Arezzo, evasione fiscale con le case di riposo: stop arresti, tornano liberi i vertici del consorzio Reses (ex Agorà)

Sequestro preventivo a tutela del credito dello Stato

Luca Serafini
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Sono tornati in libertà i tre indagati principali dell’inchiesta sulla maxi evasione fiscale con le case di riposo e le strutture assistenziali per minori e disabili. Daniele Mazzetti, Letizia Beoni e Alessandro Corsetti erano agli arresti domiciliari, accusati a vario titolo per una elusione da 26 milioni. Mazzetti, ritenuto il dominus della presunta associazione a delinquere, ha anche trascorso il primo periodo in carcere. Il blitz della Guardia di Finanza è del 4 giugno. Le esigenze cautelari per Mazzetti, per la ex presidente del consorzio Reses e per il commercialista Corsetti, sono venute meno e il provvedimento del gip Fabio Lombardo è scattato ieri in seguito ad una specifica richiesta del procuratore Roberto Rossi. Cessata quindi la limitazione della libertà personale, che viene sostituita con la misura della interdizione dall’esercizio di uffici direttivi del consorzio Reses (ex Agorà) e di tutte le società facenti parte del consorzio stesso. Intanto la procura e le fiamme gialle continuano a indagare sulla complessa vicenda per fare piena luce sugli aspetti ancora opachi, in primo luogo su quale destinazione abbiano avuto i soldi dell’evasione fiscale che mancano all’appello dall’esame della contabilità. Gli indagati e i loro difensori hanno escluso con decisione l’esistenza di accantonamenti personali, tesoretti e fondi occulti provenienti dai soldi del sistema cooperativistico che gestisce le Rsa: ritengono che le somme si riferiscano unicamente allo sbilancio effettivo delle cooperative causato dalla onerosa gestione delle strutture che si occupano di anziani, disabili e minori. Investimenti, spese, errori gestionali, quindi, ma nessuna appropriazione, sostengono le difese che hanno anche fatto notare il regime di vita austero dei propri assistiti. Gli inquirenti vogliono però verificare fino in fondo se nel corso degli anni ci sono stati flussi sospetti su operazioni immobiliari o di altra natura che abbiano distratto patrimoni provenienti dai denari provenienti da rette degli ospiti e somme del servizio sanitario nazionale, su canali non regolari. I tre indagati, che si sono sottoposti a interrogatorio, sono difesi degli avvocati Luca Fanfani (Mazzetti), Roberto Alboni (Beoni), Roberto e Simone De Fraja (Corsetti). Differenti i ruoli e i livelli di responsabilità attribuiti loro dal pm. Nei giorni scorsi si è tenuta davanti al giudice Lombardo anche l’audizione degli altri indagati nella stessa vicenda. Tra i quali figura Roberto Vasai, ex presidente della Provincia, che era impegnato nelle cooperative. Il giro di interrogatori non è però completo perché una indagata era indisponibile, causa Covid. Intanto mentre la giustizia fa il suo corso le Rsa tra centro Italia e nord proseguono l’attività sotto lo stesso consorzio Reses che ha cambiato i suoi vertici e ora ha come presidente Roberto Tassino.