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Arezzo, Vespa ritrovata dopo furto nel 1980. "Era di mio padre, soffrì quando la rubarono. Metto la foto sulla sua tomba"

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Ruba un trattore ad un pensionato, i carabinieri lo rintracciano e nel garage spunta anche una Vespa rubata quaranta anni fa a Pisa. I carabinieri della compagnia di San Giovanni, guidato dal capitano David Millul, hanno denunciato un cinquantenne con alle spalle precedenti di polizia, residente a Castelfranco Piandiscò, per furto aggravato e ricettazione.

Tutto era iniziato a Bucine, quando, poche settimane fa, i carabinieri della locale stazione avevano ricevuto la denuncia da parte di un pensionato relativa al furto di un trattore.

I militari in forza alla stazione di Bucine si sono immediatamente attivati, riuscendo a circoscrivere un periodo di tempo relativamente ridotto nell’arco del quale ipotizzare il momento in cui era stato perpetrato il furto. Infine, ricostruendo minuziosamente il percorso fatto dai malfattori grazie a una certosina attività di analisi dei filmati di videosorveglianza della zona hanno avuto in mano gli elementi indiziari necessari per formulare un’ipotesi accusatoria, ed hanno immediatamente richiesto un decreto di perquisizione. A questo punto hanno eseguito la perquisizione domiciliare a casa del sospettato a Castelfranco Piandiscò e, coadiuvati dai colleghi del posto, occultato sotto un telone, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro il trattore rubato.

Lì vedono una Vespa 50 Special originale degli anni 70-80, di colore bianco, in ottime condizioni. Gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di stabilire che si trattava di una Vespa trafugata a Pisa addirittura nel lontano 1980. Anche in questo caso, il ciclomotore è stato sottoposto a sequestro ed immediatamente riconsegnato a Paolo Graziani, erede del legittimo proprietario.

“Non mi ricordavo nemmeno quasi piu di questo Vespino bianco che apparteneva a mio padre Gino, che lo utilizzava per andare a lavorare. In un primo momento - racconta - ho pensato a uno scherzo poi dopo avere parlato coi carabinieri di Buti dove abito mi sono ricordato. Per me, per mia sorella e anche per mio figlio questa Vespa ha un grande valore affettivo anche perché mio padre, morto nel 1992, di questo furto ne soffrì molto, tanto che per diversi anni, quando ne vedeva passare una uguale, voleva accertarsi che non fosse la sua. Per lui, bersagliere internato nei campi di lavoro in Germania da dove era tornato a piedi - racconta Graziani - questa Vespa bianca per muovesi era molto importante. Adesso - conclude - farò una foto e le metterò sulla tomba di mio padre, accanto alla medaglia al valore militare del quale fu insignito nel 2016”.