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Arezzo, calzature: passo avanti tra le incertezze per i 180 lavoratori di Valentino

Michele Bossini
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I tecnici di Valentino sono al lavoro per definire una serie di parametri per la costruzione di un nuovo stabilimento in Valdarno, dopo che quello di Lavane, a inizio aprile è stato devastati da un incendio. Spiraglio ma ancora tanti dubbi dopo l’incontro sul futuro della Valentino Shoes Lab che si è svolto ieri in Prefettura ad Arezzo e al quale hanno preso parte il Prefetto Maddalena De Luca, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filctem Cgil e Femca Cisl e delle rsu, la Presidente della Provincia Silvia Chiassai Martini, il sindaco di Bucine Nicola Benini ed una rappresentanza della società guidata dalla responsabile del personale di tutto il gruppo con sede a Valdagno. Le organizzazioni sindacali sono uscite dall’incontro non soddisfatte: non hanno avuto garanzie su occupazione e localizzazione dello stabilimento, pur non negando che ci sia stato un passo in avanti. “E' stato un passo avanti perché l'azienda ha affermato l'impegno a presentarci, appena pronto, il piano dei requisiti che la nuova struttura dovrà sostenere. Uno studio appunto per verificare tutte le caratteristiche del futuro immobile. Quando sarà completato e saremo quindi alla fase della progettazione vera e propria, l'azienda la presenterà sia a noi che alle istituzioni in un incontro che si terrà nuovamente in Prefettura”. Gabriele Innocenti della Filctem Cgil e David Scherillo della Femca Cisl, precisano che i sindacati avrebbero voluto che il passo avanti fosse stato più lungo: “La nostra priorità è la difesa dell'occupazione ed è quindi evidente che alcune questioni, sulle quali non abbiamo avuto risposte, sono centrali. La prima delle lista è la localizzazione della nuova fabbrica. Per noi è vitale che rimanga nel Valdarno Aretino perché non sono possibili i lunghi spostamenti che una parte dei dipendenti ad oggi è costretta a fare (nel Fiorentino ndr) e perché vogliamo che il Valdarno non sia privato di un'importante attività produttiva”. Tra le ipotesi al vaglio pare resti anche quella di una riedificazione nella stessa via Valiani: negoziato in corso con Semilla, società proprietaria della struttura distrutta. Intanto lo sciopero di otto ore in programma oggi è stato annullato e le parti torneranno a vedersi, sempre in Prefettura, alla fine dell’estate in un incontro che avrà un’importanza cruciale per conoscere i requisiti che dovrà avere la nuova struttura produttiva, individuati da tecnici e professionisti della Valentino. Si parlerà in termini concreti della localizzazione. Allo stato attuale un terzo dei lavoratori va ogni giorno a Capraia e Limite, dividendo lo stabilimento con gli operai di un altro stabilimento del gruppo (previsto il turn over tra i due gruppi); un terzo lavora in un ambiente in affitto messo a disposizione in Valdarno da Prada e un terzo è ospite di un fabbricato, in Valdarno, di Valentino.