Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, ragazza denuncia: "Palpeggiata nel camerino". Sarto assolto dall'accusa di atti sessuali

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Assolto “perché il fatto non costituisce reato”. Il sarto accusato di atti sessuali su una ragazza di 17 anni esce pulito dal processo. Nulla di fatto. Se anche ci fosse stato un palpeggiamento o uno strofinamento lì nel camerino, mentre l’artigiano prendeva l’orlo dei jeans della signorina, quel gesto non si configura come una condotta penalmente rilevante. 
Lo ha stabilito il giudice Fabio Lombardo che ieri ha concluso il procedimento a carico del sarto aretino, 62 anni, pronunciando la sentenza assolutoria. Il pubblico ministero - in aula c’era il sostituto procuratore Chiara Pistolesi - aveva chiesto la condanna a due anni e due mesi di reclusione, nella convinzione che dal racconto della ragazza e da quanto ricostruito fosse emerso un comportamento disdicevole ed anche punibile da parte del maturo signore esperto di vestiti. Entro novanta giorni saranno depositate le motivazioni del verdetto che ha chiuso il controverso processo, celebrato con rito abbreviato, intanto però svanisce la pesante accusa che pendeva sul sarto. Procura e parte civile potranno comunque rilanciare la vicenda in appello. Il giudizio di primo grado afferma che in quel particolare frangente, con l’uomo e la ragazza dietro la tenda a misurare i pantaloni, e il nonno fuori, non si è consumato un gesto sessuale penalmente rilevante. Potrebbe essersi trattato di un equivoco, una errata percezione, una suggestione. Vedremo a suo tempo le argomentazioni del giudice. Alla lettura del dispositivo non erano presenti né l’imputato né la giovane aretina. A difendere il sarto era l’avvocato Francesco Molino mentre a rappresentare la ragazza ed il padre, costituiti parte civile, gli avvocati Alessandro Serafini e Silvia Lunetti. Tutto era cominciato nell’autunno 2019 in città. La diciassettenne che si reca col nonno dal sarto. All’uscita riferisce di un atteggiamento strano dell’uomo nello stanzino: toccamenti, un bacio alla guancia. Parte la querela e l’inchiesta. Acquisiti nel processo i racconti di lei e di lui. Nessun testimone diretto. Una serie di udienze e l’assoluzione perché quanto avvenuto in quell’incontro tecnico per l’orlo dei jeans non costituisce reato. Ma forse non finirà qui.