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Arezzo, stop ai sanificatori d'aria nelle scuole: l'Asl blocca i dispositivi

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E' uscito il Piano scuola 2021-2022 ma alcuni nodi sono da sciogliere in vista del rientro in classe nella provincia di Arezzo. “Come ufficio scolastico regionale”, spiega il dirigente scolastico provinciale Roberto Curtolo, “stiamo predisponendo una sintesi del documento affinché sia più agibile per le scuole. Le linee fondamentali sono quelle del piano annunciato da Stefano Versari del Ministero dell’Istruzione. Credo che il colpo fondamentale sia dato dalla scelta sull’andamento della campagna vaccinale e dalla scelta se le quarantene verranno o meno riapplicate. Allo stato attuale le quarantene vengono applicate. Ci sono richieste sindacali in corso ma l’indicazione del Cts è che il piano di gestione delle positività rimanga invariato significa che le quarantene rimangono una spada di Damocle sull’organizzazione scolastica”.

 

 

“Il nodo fondamentale da sciogliere è la vaccinazione”, prosegue Curtolo, “che sicuramente costituirà una copertura sul piano generale ma se a queste non viene applicata una diversa gestione delle quarantene la Dad esce dalla porta ma rientra dalla finestra. Lo scorso anno i casi di incidenza dei positivi erano bassi ma le quarantene altissime. È evidente che se non si procede per i piani vaccinali, le criticità aumenteranno”. “L’organico Covid è limitato al periodo settembre-dicembre”, aggiunge Curtolo, “Gli organici ordinari non sono stati aumentati, anzi sono stati diminuiti. Non abbiamo avuto personale in più da inserire in classe. Secondo elemento limite le scuole hanno messo in atto tutti gli strumenti messi a disposizione, hanno fatto investimenti per l’acquisto di sanificatori d’aria per aumentare il volume di ricambio d’aria. La Provincia e le amministrazioni scolastiche avevano installato sanificatori ma prima è stata diramata una circolare dell’Istituto superiore di sanità che ne vietava l’uso per un modello poi è intervenuta anche una circolare della Asl a vietarne l’uso in modo sostanzialmente generico. Era stata adottata una soluzione tecnologica da affiancare ai protocolli sanitari ma è stata cassata. Probabilmente legittimo, ma se intervenivano prima che gli istituti se ne dotassero risparmiavamo denaro pubblico. Si tratta di un’analisi tardiva degli istituti preposti, ma ne prendiamo atto”. Sono 678 i sanificatori che la Provincia aveva previsto di installare nelle scuole superiori del territorio con un investimento di circa 254 mila euro, cifra reperita all’interno del fondo Covid arrivato all’Ente. Si sconsiglia quindi l’uso di apparati di sanificazione diretta dell’aria con radiazione Uvc.

 

 

“Le indicazioni del piano scuola”, sottolinea Curtolo, “sono anche in esito al piano vaccinale per riprendere le lezioni in presenza, attendiamo quindi le decisioni governative sull’eventuale obbligatorietà della vaccinazione per il personale scolastico. A livello scolastico va garantita maggiormente l’organizzazione interna, lo scaglionamento in ingresso e in uscita, reso coerente con il trasporto pubblico che andrebbe potenziato. La grossa innovazione rispetto al precedente anno è che gli studenti possono andare in classe anche in assenza di distanziamento oggettivo. Si dice anche che in caso di mancato distanziamento e con mascherine si fa lezioni in presenza, però se uno è positivo si va in quarantena. Vediamo se con l'avanzare del piano vaccinale cambiano le situazioni. Per quello che possiamo sapere dalle comunicazioni del MI abbiamo avuto un buon tasso di vaccinazione dei docenti. Però se quest’anno i docenti provenienti da fuori regione accetteranno gli incarichi non sappiamo il tasso di copertura vaccinale del personale non di ruolo o di ruolo delle altre regioni. Ci sono una serie di punti di domanda da qui a settembre. È un quadro strutturale con cui dobbiamo fare i conti”. “Sull’obbligatorietà vaccinale il Governo deve esprimersi. L’unica cosa che posso dire”, conclude Curtolo, “è che siamo ad agosto. I tempi per far fronte ai problemi organizzativi si assottigliano e diventano esigui. Purtroppo la scuola è una macchina complessa che ha bisogno di decisioni articolate condivise ma funzionali al modello di organizzazione che è più complesso di quanto si creda e costantemente monitorato, visto che deve rispondere a tempi prefissati e non dilazionabili. Il problema da sottolineare è quindi la tempistica, più si spostano in avanti i tempi della scelta più si riducono i tempi della loro messa in atto e non è che la macchina organizzativa possa accelerare oltre i limiti. I tempi si contraggono”.