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Appello di una mamma: "Mio figlio disabile parcheggiato in ospedale perché non si trova una struttura per lui"

Luca Serafini
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Davide ha 25 anni e quasi metà li ha trascorsi in una struttura riabilitativa di Assisi. Negli ultimi tempi è stato male è si è reso necessario il ricovero in ospedale “ma ora che le condizioni sono migliorate e Davide potrebbe uscire - racconta mamma Piera - in quell’Istituto dove era residente non può tornare”. Non possono far fronte, le hanno scritto, alle mutate esigenze dell’ospite, che è tracheotomizzato. E l’Asl Toscana Sud Est - il ragazzo è aretino - sollecitata per trovare una rapida soluzione al caso di Davide, “deve indicarci un luogo idoneo dove ospitare mio figlio, che necessita di specifiche cure”. Un rebus. “Siamo molto provati da questa situazione che si protrae da settimane” si sfoga la donna “mi sono dovuta trasferire a Foligno, passano i giorni e ancora non si vede uno spiraglio”. E’ una storia di sofferenza e di complicazioni, anche burocratiche. Così la signora Piera vuol rendere nota la vicenda nella speranza che qualcosa finalmente si muova. Affetto da un grave problema cromosomico, Davide è un disabile grave, al cento per cento. Primi anni di vita trascorsi nel Cortonese tra gli immaginabili problemi, poi la lunga permanenza nell’Istituto Serafico di Assisi, struttura riabilitativa convenzionata con l’Asl. Nel novembre 2020 il Covid e la mamma che lo assiste. Il 21 maggio 2021 una forte crisi respiratoria rende critica la situazione: polmonite ab ingestis. Viene portato al Silvestrini di Perugia, dieci giorni in Medicina e tre settimane in terapia intensiva. Si rende necessaria la tracheotomia. Poi la condizione migliora e il giovane il 19 giugno viene trasferito in Medicina Interna all’ospedale di Foligno. “Mio figlio è qui e ormai da settimane il quadro clinico è tale, dicono i sanitari, che potrebbe essere dimesso”, racconta la signora Piera. “Ma Davide resta parcheggiato in ospedale perché non c’è una sistemazione per lui.” Da un lato l’Istituto Serafico ha esposto la difficoltà, ritenuta insormontabile, di riprendere Davide in quanto non è più competente per questo tipo di caso. Il giovane [TESTO]“necessita di frequenti aspirazioni della tracheotomia che è stato necessario posizionare durante il ricovero in rianimazione”, quindi serve un “elevato impegno sanitario assistenziale con pronta disponibilità medica e presenza infermieristic[/TESTO]a” che l’istituto per le sue caratteristiche non può erogare. Valutata anche l’ipotesi di ricevere il paziente in via temporanea, ma è decaduta per l’impossibilità di fornire il servizio infermieristico necessario 24 ore su 24 nella fase notturna. In giro mancano infermieri, hanno risposto in una lettera alla signora, anche se si volessero assumere ad hoc. Il carteggio tra la mamma e l’istituto ha prodotto finora un nulla di fatto. E Davide continua ad occupare il letto nell’ospedale di Foligno. Della vicenda sanitaria è stata interessata l’Azienda sanitaria locale di riferimento, quella della Toscana sud est. “Dove metto mio figlio? Cosa possono fare le istituzioni? Quanto ancora dobbiamo andare avanti così, con gli immaginabili disagi a fronte del fatto che Davide sarebbe, invece, dimettibile?” Mamma Piera in un pomeriggio di sole accecante e asfissiante, lancia questo suo appello - con garbo ma anche con ansia - perché andare avanti così, dice, non è possibile. Certo, c’è un ginepraio di questioni di competenze tecniche, sanitarie, giuridiche, ma il grido di questa mamma va raccolto.