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Arezzo, il rimbalzo dell'oro: più 27 per cento di export, il lavoro torna a girare. Attesa per la fiera di Vicenza a settembre

Luca Serafini
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Il rimbalzo dell’oro era ovvio che ci sarebbe stato dopo aver toccato quasi il fondo nel 2020. Quindi il buon risultato del primo trimestre 2021 è normale. Ma rivedere il segno più davanti al valore dell’export aretino è vero ossigeno per l’economia di casa nostra. Più 27,3% di esportazione, per la precisione. E’ questa la performance del distretto orafo di Arezzo secondo il report a cura della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. E tangibili segnali di recupero, dopo il 2020 terribile, sono rilevati anche negli indici di produzione e fatturato a fronte di una riscoperta dell’oro da parte del mercato globale: +52% in quantità dopo il crollo della domanda di un anno fa (-35%). “Il dato è del primo trimestre ma anche nei mesi successivi il lavoro è ripreso bene per tutte le nostre aziende”, conferma Giordana Giordini, presidente degli orafi di Confindustria Toscana sud. “Siamo sul binario giusto perché il mercato americano e quello di Dubai hanno ripreso a girare; certo i livelli non sono come nel 2019 ma la prima parte dell’anno positiva ci consente di guardare avanti con fiducia”. Orfano delle fiere in presenza, in primis quella di gennaio a Vicenza, il comparto dei gioielli e dei metalli preziosi è già proiettato su settembre. “Riponiamo grandi speranze nella fiera di Vicenza, dal 10 al 14 settembre, e stiamo lavorando in collaborazione con Ieg per riportare nei padiglioni quei buyer fondamentali per le nostre aziende. C’è fermento pur nella consapevolezza che non potrà essere una fiera esplosiva, al livello di quelle del passato. Sarà però un bel passo verso la normalizzazione”. Significativi, nel report di Intesa sull’export italiano, sono i flussi verso gli Usa: +50% in valore e +31,1 in quantità; ma anche il + 17,7% in euro e il +18,7 in tonnellate verso gli Emirati Arabi Uniti. Come dire i due traini per l’esportazione aretina. Bene anche Hong Kong (+28,5 e +6,5). In Europa spicca il fenomeno Irlanda (+24 di quantità) a fronte del crollo nel Regno Unito (-53,9). Il distretto aretino accelera, pur sopravanzato da Vicenza: +30%. Green pass e tamponi per entrare in fiera, a settembre. Massima cura della sicurezza con l’obiettivo di dare continuità al buon lavoro impostato. “Obiettivo” prosegue Giordana Giordini “è avere la ripresa totale nel 2022”. Il peggio è alle spalle e anche un’esperienza dura, durissima come la pandemia, ha lasciato un tesoro di esperienza. “Intanto” dice Giordini “rileviamo che ad Arezzo grosse cadute tra le imprese non ci sono state, il sistema, maturo, ha retto. E si è verificata una significativa coesione tra le aziende più grandi e quelle più piccole, con le prime che hanno cercato anche nei momenti di magra di non interrompere i canali con l’indotto riducendo così l’impatto della crisi per i più fragili. Una sinergia che fa onore al nostro distretto, un darsi la mano che esprime il valore che c’è alla base del distretto”. Quanto alle misure anti contagio, Giordana Giordini è per vaccini e green pass, dal ristorante all’azienda “perché è con la serenità e la sicurezza che si riaccende l’economia e si ridà il via ai consumi”. Nei suoi viaggi di lavoro nel globo e parlando con i colleghi, Giordana Giordini rileva un clima di rinascita, di ripresa, che innesca il motore della produzione. “Sì, ci sono dei Paesi ancora bloccati, ma Usa e Dubai, riferimenti del sistema aretino, sono ripartiti. Come la moda alla quale molte imprese sono agganciate”. L’oro luccica. Non come prima ma quasi.