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Arezzo, nella Asl 101 dipendenti non vaccinati e 12 sono medici. Ultimo sollecito dell'azienda poi sospensione, fuori e stop stipendio

Luca Serafini
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Ultima chiamata per i disertori del vaccino che lavorano nell’Asl. Sono 101 in provincia di Arezzo i no vax individuati nei ranghi dell’azienda sanitaria attraverso l’ultima verifica. Nello specifico: 12 medici, 60 infermieri, 29 figure di altro tipo. Ad ognuno dei dipendenti che non hanno seguito il percorso dell’immunizzazione è stata inviata in questi giorni una lettera di sollecito e in base alla risposta che perverrà, o non perverrà, saranno prese le decisioni consequenziali. Misure cioè da parte degli ordini professionali (i no vax rischiano la sospensione) e da parte del datore di lavoro (il direttore generale dell’Asl) che può metterli fuori dall’attività senza stipendio. Provvedimenti, ovvio, da valutare caso per caso e agganciati alle leggi e alle normative vigenti per gli operatori sanitari in relazione all’emergenza pandemica. 
La tabella che riportiamo indica il dato ufficiale del personale sanitario che non si è vaccinato e che non risulta neanche prenotato per la somministrazione della prima dose. La zona riportata è quella di residenza e non di lavoro.
Non si conoscono, per evidenti motivi di privacy, le ragioni della mancata iniezione: se si tratta di un convincimento personale, se si tratta invece di persone con fragilità tali di salute che ne sconsigliano la vaccinazione o se invece per un qualche motivo burocratico sono persone finite nell’elenco per un errore. E’ proprio per questo che come avviene in ambito regionale e quindi in tutta la Asl, il personale sanitario viene raggiunto in questi giorni dalla missiva che ha lo scopo di affrettare la vaccinazione, qualora non fatta per incertezza o dubbi, e di creare una effettiva lista dei no vax presenti all’interno dell’organico Asl. 
L’incidenza dei non vaccinati non è particolarmente alta, sulle migliaia di lavoratori, tuttavia lo screening sul personale in ambito sanitario viene portato avanti con celerità, attenzione e determinazione. Nel rispetto delle leggi e delle direttive, rigide, per rendere alti i livelli di sicurezza nelle strutture ospedaliere e sanitarie del territorio.
Il tempo per le risposte e per la valutazione dei casi scadrà nella prima quindicina di settembre, spiega il direttore generale della Asl Antonio D’Urso. 
Dopodiché per chi con atto deliberato sceglie di non vaccinarsi, di non prendere l’appuntamento per la somministrazione, scatteranno le inevitabili conseguenze. Sul versante professionale ci penseranno i rispettivi Ordini, quello dei Medici presieduto dal dottor Lorenzo Droandi e quello degli Infermieri, presieduto da Giovanni Grasso. Sospensione.
Quanto al rapporto di lavoro con l’Asl, nei casi accertati di effettiva inottemperanza all’indicazione nazionale, il direttore generale D’Urso potrebbe prendere la decisione drastica del tenere fuori organico il dipendente no vax, senza stipendio. 
Intanto procede la campagna vaccinale: sono 348.014 i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino anti Covid. Di questi 198.306 hanno avviato il processo di immunizzazione con la prima somministrazione e 149.708 lo hanno completato.