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Arezzo, no vax: al vaglio il caso della segretaria dell'ambulatorio medico non vaccinata

Luca Serafini
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La segretaria dell’ambulatorio medico non si è vaccinata e la struttura valuta il da farsi. La dipendente non fa parte del personale sanitario e quindi non ha l’obbligo alla vaccinazione che invece devono rispettare dottori e infermieri, pena la sospensione dall’attività. E’ un caso anomalo perché la lavoratrice è comunque inserita in un ambiente frequentato da pazienti. Il nodo è venuto al pettine in questi giorni. L’ambulatorio privato della città, per calibrare i suoi passi si è rivolto allo studio legale Fratini e Tenti e la vicenda è in itinere alla luce della giurisprudenza che si sta formando in materia e valutando lo specifico caso. A renderlo particolare è appunto il fatto che la dipendente non è inquadrabile in una categoria di quelle tenute ad osservare l’obbligo in base al decreto 44/2021. Tutto ancora fluido e nessuna decisione presa. Niente sospensione. Per l’impiegata dell’ambulatorio medico aretino non può valere quanto stabilito a Terni dal giudice del lavoro per la oss che ha rifiutato la dose anti Covid. In quel caso il tribunale ha respinto il ricorso della operatrice di una cooperativa contro la sospensione dal lavoro sancita a marzo con lo stop della retribuzione, per non essersi voluta sottoporre all’immunizzazione. Nel ricorso la donna aveva chiesto il reintegro e il pagamento delle mensilità maturate. Nelle motivazioni il giudice ha scritto che “il prestatore di lavoro è tenuto non solo a mettere a disposizione le sue energie lavorative ma anche ad osservare precisi doveri di cura e sicurezza per la tutela dell’integrità psico-fisica propria e di tutti i soggetti terzi con cui entra in contatto”. Il giudice fa anche riferimento al pronunciamento del tribunale di Belluno dove afferma: “E’ da ritenere prevalente sulla libertà di chi non intenda sottoporsi a vaccinazione contro il Covid, il diritto alla salute dei soggetti fragili”, in relazione però a coloro “che entrano in contatto con gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, in quanto bisognosi di cure, e più in generale il diritto alla salute della collettività, nell’ambito dell’emergenza sanitaria”.
La vaccinazione, scrive il giudice, “è misura sanitaria utile a depotenziare la diffusione dell’agente patogeno di rischio”. Concetti applicabili anche ad una impiegata di ambulatorio di Arezzo? Il caso è aperto. Si potrebbe comunque trovare una composizione tra le parti. Investito della questione anche il medico del lavoro. A proposito di no vax, l’Asl attende la risposta dai 101 tra medici (12) e infermieri non vaccinati. Rischiano di essere messi fuori senza stipendio.