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Arezzo, anziana positiva dopo doppia dose e ricoverata, il primario spiega: "Può accadere ma il vaccino è l'arma vincente"

Luca Serafini
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Dei 56 nuovi positivi al Covid registrati in provincia di Arezzo venerdì 6 agosto 2021, 21 sono persone vaccinate. E tra i sei pazienti ricoverati al San Donato c’è un’anziana che ha ricevuto entrambe le dosi.

Dottor Danilo Tacconi, normale?

“Normale. E mi faccia subito dire che con il vaccino ne usciamo: quindi avanti con la vaccinazione e bene il green pass. L’efficacia dei vaccini è indubbia e si valuta in diversi modi. I più recenti riscontri nazionali e internazionali affermano che con il ciclo completo della vaccinazione la copertura è dell’80%”.

Due su dieci possono però beccarsi il virus.

“Sì ma attenzione, l’efficacia del vaccino si misura anche rispetto alle possibilità che il Covid ha di portare il contagiato al ricovero, alla terapia intensiva, a complicanze gravi, fino alla morte. Ebbene, su quel 20 per cento che può prendere l’infezione nonostante sia vaccinato, il 94 per cento è colpito dal Covid in una forma asintomatica o paucisintomatica, senza ricovero e complicanze. Sto parlando del ciclo vaccinale completo”.

Quindi il vaccino è uno scudo forte. Qual è il profilo dei ricoverati dell’ultimo periodo?

“L’età media dei pazienti è scesa a 50, 60 anni, sono rari i ricoveri di anziani che invece prima erano numerosissimi. Questo proprio perché c’è stata la vaccinazione che ha protetto quella fascia di popolazione. Certo, ci sono poi eccezioni magari legate a fragilità immunitarie. La signora ricoverata al San Donato nonostante abbia ricevuto le due dosi, presenta grosse comorbilità e rientra nella casistica di un vaccino che, ripeto, come sappiamo non copre il cento per cento delle situazioni. I ricoverati sono generalmente non vaccinati o con una sola dose e quindi con probabilità più alta di essere contagiati e anche di andare incontro a complicanze”.

Cosa dicono i non vaccinati che si ritrovano in ospedale sul fatto di non essersi sottoposti alla somministrazione?

“C’è chi dice che avrebbe fatto il vaccino più avanti, chi non ha trovato l’occasione per farlo, chi aveva timori e riserve”.

Rispetto all’agosto di un anno fa lo scenario è ben diverso.

“Siamo un mese in anticipo quanto a diffusione dei contagi della nuova ondata. Allora l’impennata ci fu a fine agosto, settembre. Ma la cosa diversa è che quest’anno abbiamo l’arma del vaccino che contrasta la pandemia ed è la nostra salvezza. Come tutti i vaccini della storia, certo, ci sono dei margini di non copertura su persone con problemi immunitari, fragili. Ma i numeri e la realtà che sperimentiamo ogni giorno ci dicono dell’efficacia della campagna vaccinale: il virus circola, vero, però i ricoverati sono pochi. Ricordiamoci che ad Arezzo siamo arrivati fino a 130. E oggi sono sporadici i casi degli anziani in ospedale, per i quali la vaccinazione con doppia dose c’è stata subito”.

Variante Delta. 

“E’ caratterizzata da una trasmissibilità più veloce, con caratteristiche cliniche simili al Coronavirus iniziale e manifestazioni simil-influenzali, più raro che tolga gusto e olfatto; può provocare polmoniti e insufficienza respiratoria, fino alla morte, motivo in più per ribadire la necessità di vaccinarsi”.

Se il vaccino è la cintura di sicurezza che protegge, non è che si può passare con il rosso: serve prudenza.

“Anche a percorso vaccinale completato occorre osservare le distanze nei luoghi affollati, indossare la mascherina, lavarsi le mani. Non tutti abbiamo lo stesso livello di difesa immunitaria, [TESTO]la risposta può non essere immediata da persona a persona,[/TESTO] è fondamentale che il vaccino produca anticorpi. Quindi barriere di protezione e avanti con la vaccinazione, anche per arginare le varianti. All’80 per cento di copertura della popolazione in Italia ci arriveremo tra settembre e ottobre e sarà un passaggio fondamentale.”

Green pass.

“Strumento importante. Anche se non dà certezza che la persona non abbia il Covid, dato che il virus come detto può circolare anche tra vaccinati. Ma il certificato verde dà indicazione sul fatto che tutti devono contribuire, insieme, ognuno per la sua parte, per ottenere il miglior risultato. E’ un gioco di squadra”. 

 

IL REPORT DI SABATO 8 AGOSTO

Sessanta nuovi casi di Covid in provincia di Arezzo, numero degli attualmente positivi che sale da 584 a 612 e pazienti ricoverati in ospedale che ora sono sei, quattro nel reparto Covid e due in terapia intensiva. Il report quotidiano dell’Asl indica un trend ancora in evoluzione per quanto riguarda la curva del contagio. Benché la platea degli infettati si allarghi, contrastata dall’effetto vaccinazioni, resta basso il numero dei ricoveri sempre come conseguenza del buon andamento della campagna vaccinale (circa 155 mila quelli che hanno completato il ciclo di immunizzazione e oltre 201mila alla prima dose). Nelle ventiquattro ore tra le 14 di venerdì e le 14 di ieri, i tamponi effettuati sono stati 661, 36 le guarigioni e nessun decesso. Nella distribuzione geografica dei nuovi casi, 18 ad Arezzo, 10 a San Giovanni, 6 a Castiglion Fiorentino, 4 ad Anghiari, 4 a Bucine, 3 a Cortona, 2 a Castelfranco Piandiscò, 2 a Montevarchi, 2 a Terranuova Bracciolini e 1 caso ciascuno nei comuni di Capolona, Caprese Michelangelo, Civitella, Loro Ciuffenna, Lucignano, Monte San Savino, Montemignaio, Sansepolcro e Subbiano. Per età, 17 contagiati tra 0 e 18 anni, 13 tra 19 e 34, 15 tra 35 e 49, 8 tra 50 e 64, 4 tra 65 e 70 e 3 tra gli over 80. 
Negli ultimi giorni i casi erano stati, giovedì 65 e venerdì 56.
In qarantena 688 persone.