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Arezzo, ristoratore: "Ho perso undici clienti perchè non avevano il green pass"

Francesca Muzzi
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"Quello che è successo a me, può accadere a chiunque. Il problema è che chi ha il posto fuori è avvantaggiato, ma chi non ce l’ha, rischia di vedere sfumare clienti e lavoro”. Mariano Scognamiglio, dell’omonimo ristorante a Saione, affida al suo profilo facebook, ciò che è successo ad una settimana dall’introduzione del green pass, il certificato verde di vaccinazione, tampone negativo o guarigione dal Covid dopo sei mesi, che serve anche per andare al ristorante al chiuso. “Domenica - dice Mariano - sono arrivate da me undici persone. Otto adulti e tre bambini. Nessuno di loro aveva il green pass e visto che fuori io ho poco spazio, ma dentro avevo il locale quasi vuoto, non li ho potuti fare accomodare proprio perché non avevano il green pass. Una situazione che non è toccata solo a me, ma anche ad altri colleghi che non hanno sufficiente spazio fuori”. “Domenica ho dovuto dire no a undici persone - continua Mariano - e mi dispiace, perché comunque sono clienti che si perdono. Solo che per il momento non c’è soluzione. Per consumare all’interno dei locali occorre il green pass, ma sostengo anche che il Covid non si prende ai ristoranti o solo ai ristoranti”. 
Un problema che il presidente dei ristoratori di Confcommercio, Federico Vestri, ribadisce ancora una volta: “I dissapori verranno fuori soprattutto in autunno quando torneremo a cenare o pranzare tutti dentro il ristorante. Allora come faremo? Chi non ha il green pass dovrà andare via, perché non potrà mangiare dentro il locale”. E poi c’è un punto che continua a ronzare nella testa dei ristoratori: chi controlla il green pass? “Noi non siamo forze di polizia. Non abbiamo la stessa autorità”. E riguardo a questo, proprio in questi giorni, la municipale insieme alle altre forze dell’ordine si sta organizzando per calendarizzare i controlli sul green pass. Il vice comandante della polizia municipale, Massimo Milloni, ancora non ha una data precisa: “Non sappiamo il giorno preciso, ma prima o poi dovremo cominciare”, sottolinea. A controllare i green pass saranno le forze dell’ordine. In caso di violazione il titolare o l’utente andranno incontro ad una sanzione che va dai 400 ai 1000 euro. Nel caso in cui la violazione sia compiuta per tre volte, in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 fino a 10 giorni. Con il green pass si certifica l’avvenuta vaccinazione, il tampone negativo entro le 48 ore, oppure l’avvenuta guarigione dal Covid entro i sei mesi. 
“Per chi ha ristoranti con spazi all’aperto - prosegue Vestri - questa prima settimana è andata abbastanza bene. Non ci sono stati problemi di sorta, il guaio è per chi ha spazi solo al chiuso. Vedremo che cosa succederà quando torneremo all’interno dei locali”.