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Arezzo, Ghinelli da Salisburgo: "Controllate i green pass o faccio chiudere i locali. I non vaccinati shottino a casa"

Francesca Muzzi
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Anticipa tutti il sindaco Alessandro Ghinelli e a Radio Fly dice: “Per chi lo chiederà, non sono ad Arezzo. Sono a casa di amici a Salisburgo, sono venuto a sentire un po’ di musica al Festival Internazionale. Resto un po’ di giorni e poi torno in città”. Non è dunque ad Arezzo il primo cittadino che più volte, in collegamento dall’Austria, spera: “Auguriamoci di fare questo Saracino”. E’ preoccupato Ghinelli per i contagi che risalgono, per il green pass e per chi ha deciso di non vaccinarsi. Tutte componenti che “possono ledere la collettività della città”, dice il sindaco.

 

 

 

Si comincia dal certificato verde. Ghinelli: “Siccome la legge prescrive che per entrare in alcuni locali si deve essere dotati di questo documento, chi gestisce quel locale si deve accertare che chi entra abbia le carte in regola. Secondo me non ci sono grandi possibilità di interpretazioni. Poi che agli esercenti possa fare fatica lo capisco bene, ma devono in qualche modo adeguarsi, perchè è una norma che permette alle persone di stare vicine e di divertirsi. Ma non è la stessa cosa quando devono chiedere la carta d’identità ad una persona prima di servirgli dell’acool? Non violiamo la sua privacy?”, si chiede Ghinelli. Tra qualche giorno potrebbero partire i controlli delle forze dell’ordine. “Da parte della polizia locale per quello che riguarda l’amministrazione comunale - sottolinea il sindaco - Se in un bar o in un ristorante ci sono persone sedute senza green pass, significa che non sono state controllate e quindi in questo caso la sanzione va sia all’utente che al gestore”.

 

 

 

 

Ad Arezzo alcuni esercizi commerciali - tre in particolare - hanno deciso di non chiedere, per motivi di privacy il certificato verde: “Vorrà dire - risponde Ghinelli - che gli chiuderemo il locale”. “Le nostre collettività - prosegue - hanno fatto tanta fatica a contenere il virus, se adesso nel periodo estivo facciamo ripartire il Covid, noi rischiamo di dovere richiudere le attività. C’è in ballo il Saracino - ribadisce - in queste settimane stiamo lavorando come se le condizioni del 5 settembre fossero uguali a quelle di oggi e non è detto che siano queste”. Su chi sceglie di non vaccinarsi Ghinelli è categorico: “Se la gente non si vuole vaccinare e non vuole avere il green pass, vorrà dire che lo shottino se lo fanno in casa. Io non posso accettare che la collettivtà vada a rischio solo perchè qualcuno ha deciso di non fare il vaccino - scelta sua - che però diventa anche degli altri quando questi decidono di fare una vita normale. Bisogna essere forti nel non consentire a chi ha scelto di non vaccinarsi di fare una vita come tutti gli altri”. “Io mi auguro che il Saracino, una delle poche manifestazioni storiche che si svolge quest’anno in Italia si possa fare, anche perché ci sono delle importanti novità. La Rai? No - conclude Ghinelli - importanti broadcast stranieri”.