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Arezzo, tre anni fa la tragedia del Ponte Morandi. La mamma Carmela: "Mia figlia Stella" e quell'ultimo messaggio

Francesca Muzzi
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“Mamma, tutto bene. Stiamo andando all’acquario di Genova”. Sono le 11.15 del 14 agosto del 2018 quando Stella invia l’ultimo messaggio a mamma Carmela. Da lì in poi il buio. Sono passati tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi nella quale morirono 43 persone tra cui gli aretini Stella Boccia, oggi avrebbe avuto 27 anni, insieme al fidanzato Carlos Jesus Eraso Trujillo, di origine peruviana che oggi di anni ne avrebbe avuti 26. La signora Carmela, da quel giorno, cerca sempre un motivo per alzarsi la mattina: “La mia Stella era tutto”, dice. “La mia vita da quel giorno di agosto, è cambiata. Io e lei vivevamo in simbiosi. Da quando non c’è più ogni giorno è terribile. E questi poi lo sono ancora di più”. Stella aveva trovato lavoro da tre anni al negozio Footlocker ad Arezzo. Carlos faceva il cameriere ed era originario di Capolona. “Mamma – mi disse – ho una settimana di ferie e vado a vedere l’acquario di Genova. Sarebbero dovuti stare via pochissimi giorni, appena tre”, racconta oggi Carmela.

 

 

E’ il 13 agosto 2018 quando la coppia parte per la Liguria. “Quando la sera arrivarono a Genova, Stella mi mandò un messaggio dove scriveva che andava tutto bene, accompagnandolo con tanti baci”. Il giorno dopo, il 14 agosto, sono le 11.15 quando Stella invia quello che sarà l’ultimo messaggio “Mamma tutto bene, stiamo andando all’acquario”. Un quarto d’ora dopo il ponte Morandi, dove stavano transitando anche i due ragazzi aretini, crollava portandosi via famiglie intere. “Io non avevo capito quello che stava succedendo. Mi ricordo che mi chiamò mio fratello, ma solo perché abbiamo alcuni parenti a Genova. Il resto è un incubo e un dolore che mi accompagna quotidianamente”. Quasi un anno fa l’inaugurazione del nuovo ponte. “Al quale nonsono andata. A che scopo? - si chiede Carmela - Sarebbe stato meglio se lo avessero fatto prima. La mia Stella sarebbe stata con me”. Se le chiediamo se qualcosa è cambiato in termini di prevenzione, lei risponde: “Mah, mi sembra che sia sempre e tutto come prima. Le tragedie continuano a succedere”. Ma in questi tre anni è cambiato anche altro. Il mondo. “Ci parlo con la mia Stella. Tutti i giorni. Le dico di quello che è successo, della pandemia. A volte mi chiedo che cosa avrebbe fatto, che cosa avrebbe pensato. Di sicuro avrebbe fatto il vaccino. Oppure mi avrebbe chiesto mille cose prima di farlo, perché noi eravamo così. Vivevamo in simbiosi, da quando Stella aveva perso anche il suo babbo e mio marito. Mi manca terribilmente. Una ragazza bellissima con tanta voglia di vivere”. A mamma Carmela, adesso non resta che, in qualche modo, proteggere gli altri ragazzi e a loro manda un messaggio: “Ragazzi state attenti. Proteggetevi da qualunque insidia nel mondo. Un ponte, un virus o qualsiasi altra cosa. Però vivete a pieno la vita e sorridetele sempre. Come faceva la mia Stella, la più luminosa nel cielo”.