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Arezzo a rischio alluvione, Sacchetti: "Siamo fermi al 2019. Inerzia della Regione"

Francesca Muzzi
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Due anni fa era la fine di luglio e una bomba d’acqua squarciò l’estate afosa degli aretini. Strade e campi sott’acqua e purtroppo ci fu anche un morto, Carlo Pergentino Tanganelli. Due anni dopo, il Comune di Arezzo proprio la scorsa settimana annuncia l’inizio dei lavori in via Romana, ma la città sarebbe pronta se dovesse arrivare un altro evento di quella portata o anche meno? “Purtroppo no - risponde categorico l’assessore all’ambiente Marco Sacchetti - E lo dico con grande rammarico. A seguito di quell’alluvione del 2019, il Governo mise a disposizione quasi 11 milioni di euro per realizzare otto interventi per la messa in sicurezza idraulica sui torrenti Sellina, Valtina, Vingone e Castro ed altri rii minori. Di questi otto interventi ben sette devono essere attuati direttamente dalla Regione Toscana mentre solo uno, quello di Castelsecco, sarà attuato dal Comune. Come promesso dai rappresentanti dell’istituzione regionale subito dopo l’alluvione del 2019 in due anni si sarebbero dovuti avere già i lavori non dico terminati ma almeno avviati ed invece ad oggi purtroppo si registra una sostanziale inerzia nei procedimenti progettuali ed autorizzativi da parte della stessa Regione. Le ragioni di ciò, come ho avuto modo in più occasioni di evidenziare sono riconducibili ad un quadro normativo complesso e ridondante, ad una miriade di soggetti pubblici e privati che per le loro specifiche competenze si devono esprimere, ma soprattutto ad una acclarata inadeguatezza della Regione nella gestione attuativa di siffatti interventi sul territorio”. “Dispiace dirlo - continua ancora l’assessore Sacchetti - ma in queste condizioni si rischia davvero una nuova alluvione per Arezzo”. A livello di amministrazione comunale, che cosa invece si sta facendo? “Noi stiamo lavorando alacremente per concludere la progettazione esecutiva di Castelsecco e iniziare entro l’anno come già annunciato la scorsa settimana, i lavori di un primo stralcio degli interventi di via Romana. Il secondo stralcio invece potrà essere attuato solo quando la Regione avrà completato i lavori sul Torrente Sellina. Abbiamo poi installato degli allarmi nei principali sottopassi della città che avvertono quando c’è il rischio di allagamento”. Ma c’è un altro aspetto, vale a dire i tombini. L’assessore Alessandro Casi indica quale è la situazione: “La pulizia viene fatta costantemente, è chiaro che, specialmente in questo periodo basta che tiri un po’ di vento e siamo di nuovo daccapo. Comunque ogni volta che ricevo una segnalazione mando immediatamente a pulire un tombino più la zona circostante”. “Oltre a questo - prosegue l’assessore Casi - vengono monitorate le zone più critiche e i controlli vengono fatti con costanza. C’è un capilare servizio di monitoraggio che in questo periodo è più approfondito soprattutto nei punti più critici, se però vedete tombini pieni, ben vengano le segnalazioni. E’ un aiuto per tutta la città”.