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Arezzo, 94 dipendenti Asl non vaccinati tra medici, infermieri, oss e tecnici verso sospensione e stop stipendio. Trecento in tutto i sanitari no vax

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Luca Serafini
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Sono 94 i sanitari non vaccinati che lavorano negli ospedali e nelle strutture dell’Asl. Dei 101 che risultavano a inizio agosto soltanto sette ci hanno ripensato dopo la lettera di sollecito. Per i no vax convinti la prossima settimana scatta la sospensione. Il direttore generale Antonio D’Urso è pronto ad applicare quanto previsto dalla legge: stop all’operatività di medici, infermieri, oss e tecnici non immunizzati. E stop allo stipendio. Ma il numero dei lavoratori della sanità e dell’assistenza che hanno rifiutato prima e seconda dose del vaccino sono di più, circa trecento. Manca il dato preciso, che neanche gli ordini professionali conoscono, ma è quanto si deduce dalla cifra globale della Toscana Sud Est che, stando a quanto riferisce la Regione, conta mille operatori della salute non immunizzati.
A inizio mese tutti i dipendenti dell’azienda sanitaria locale che operano nel territorio aretino avevano ricevuto una comunicazione che li invitata a provvedere pena, appunto, la sospensione. Le settimane trascorse in questo agosto, a quanto pare, non hanno prodotto grandi risultati su quel blocco di 101 lavoratori individuati nei ranghi aziendali sui diversi fronti di attività. La cifra aggiornata a ieri - 94 - indica la mancata vaccinazione e anche la mancata prenotazione. Una volontà piuttosto chiara. Tuttavia per questo gruppo di sanitari ci sarà un ulteriore passaggio prima che dal 30 settembre si troveranno in una sorta di limbo: i responsabili dei dipartimenti, infatti, dovranno riferire al direttore generale se è possibile, per ogni singolo dipendente, ricollocarli in altro modo senza che siano esposti ai rischi di contagio. L’iter insomma è da completare e la questione, manco a dirlo, terreno fertile per contestazioni sindacali e ricorsi anche legali. Staremo a vedere. Intanto si osserva come dei 12 medici che a inizio agosto risultavano non immunizzati, tre hanno cambiato idea e si sono adeguati. Il numero maggiore è nell’area Arezzo, Casentino, Valtiberina (6), due in Valdichiana e uno in Valdarno. A non aver aderito alla campagna vaccinale tra i dipendenti dell’Asl ci sono 59 infermieri (erano 60 a inizio mese), 18 operatori sanitari, 7 tecnici e un dipendente classificato sotto la categoria “altro”.
I provvedimenti previsti sono su due livelli, da parte dei rispettivi ordini e del datore di lavoro: da un lato lo stop all’abilitazione per l’attività e dall’altro l’interruzione del servizio senza ricevere quindi lo stipendio. Ad oggi, nel valzer di cifre scattato a livello regionale (4.500 lettere ai no vax della sanità, annuncia il governatore Eugenio Giani) non corrispondono nomi e cognomi. Ma è questione di pochi giorni, inizio settimana, e il direttore generale avrà presenti i singoli casi per le successive valutazioni che tengano conto anche di eventuali condizioni che rendano plausibile la scelta. L'incidenza dei non vaccinati sul numero globale dei dipendenti Asl non è particolarmente alta. Ma l’azienda della salute non transige, in una fase in cui profonde il massimo sforzo, ormai da tempo, per vaccinare la popolazione. Per chi con atto deliberato sceglie di non vaccinarsi, di non prendere l'appuntamento per la somministrazione, scatteranno le inevitabili conseguenze.