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Arezzo, è la Giostra della ripartenza. Tanti motivi per prendersi la Lancia d'oro: tre quartieri a pari punti, le strategie

Alessandro Bindi
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 Oggi è Giostra. La storica manifestazione supera la pandemia e dopo due anni torna protagonista seppur con restrizioni e limitazioni. Da parte dei quartieri è alto il desiderio di trionfare. Per Porta Crucifera, per Porta Santo Spirito e per Porta Sant'Andrea in caso di vittoria sarà l'edizione del sorpasso. Il Covid ha bloccato l'albo d'oro della manifestazione con tre quartieri sulla vetta fermi a quota 37 vittorie. La lontananza da piazza Grande ha contribuito a far salire il desiderio dei quartieristi che attendono la rivincita e il riscatto. L'occasione di primeggiare su tutti è decisamente ghiotta per chi aspetta di conquistare la cima dell’albo d’oro della manifestazione storica. C'è poi Porta del Foro ad ambire al successo per confermare la vittoria datata giugno 2019 e poter accorciare le distanze sugli altri. Ad aprire la piazza sarà il quartiere di Porta Crucifera che ce la metterà tutta per togliersi la cuffia della “nonna” puntando sulla coppia Adalberto Rauco e Lorenzo Vanneschi intenzionata a restituire una lancia d’oro che manca a Palazzo Alberti dal 2015. Troppo per il Colcitrone abituato alla cima dell’albo d’oro e che adesso rischia il sorpasso degli eterni rivali della gialloblu e dei biancoverdi. Sulla lizza scenderà poi il quartiere di Porta Santo Spirito con Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci supervincitori e assetati di record. A seguire sarà la volta di Porta Sant'Andrea: per i biancoverdi ci saranno Tommaso Marmorini ed Enrico Vedovini. In via delle Gagliarde le lancette della vittoria si sono fermate al 2018 e la voglia di esultare è tanta. A chiudere le carriere saranno i giallocremisi con Gabriele Innocenti e Davide Parsi. Porta del Foro ha affidato alle lance Innocenti e Parsi il compito di sfidare il Re delle Indie e di bissare le emozioni vissute nel 2019 quando uscirono con la lancia d'oro tra le mani restituendola al popolo giallocremisi dopo un digiuno di dodici anni. Sui chimerotti pesa la necessità della riconferma. L’appuntamento per gli aretini è quindi per le 17 quando il quinto colpo di mortaio annuncerà alla città che è arrivato il momento della discesa in piazza Grande del corteo. Il preludio di gioia e di emozioni che seguiranno di lì prima dell’esplosione di gioia o di amarezza che travolgerà i quartieristi al termine delle carriere contro il Buratto. C'è quindi attesa di veder uscire il quartiere trionfante con la lancia d'oro dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri nel settimo centenario della morte. Un trofeo di gran valore emotivo oltre che artistico, è quello realizzato da Francesco Conti su bozzetto dell'architetto Enrico Lazzeri nuovo coordinatore di regia della rievocazione. Di sicuro la 140esima edizione entrerà nella storia per essere caratterizzata dal green pass e per una surreale atmosfera che probabilmente calerà nel corteggio e in piazza Grande dove le modifiche rispetto alla tradizione influiranno nella festa di emozioni che solo una manifestazione popolare sa regalare e che in epoca Covid, saranno, in parte, frenate dal distanziamento sociale necessario e inevitabile per evitare che il coronavirus torni a correre. La Giostra del Saracino esce dal lockdown e vince la sfida contro il Covid. La storica manifestazione supera la pandemia e dopo due anni torna protagonista seppur con restrizioni e limitazioni. Da parte dei quartieri è alto il desiderio di trionfare. Per Porta Crucifera, per Porta Santo Spirito e per Porta Sant'Andrea in caso di vittoria sarà l'edizione del sorpasso. Il Covid ha bloccato l'albo d'oro della manifestazione con tre quartieri sulla vetta fermi a quota 37 vittorie. La lontananza da piazza Grande ha contribuito a far salire il desiderio dei quartieristi che attendono la rivincita e il riscatto. L'occasione di primeggiare su tutti è decisamente ghiotta per chi aspetta di conquistare la cima dell’albo d’oro della manifestazione storica. C'è poi Porta del Foro ad ambire al successo per confermare la vittoria datata giugno 2019 e poter accorciare le distanze sugli altri. Ad aprire la piazza sarà il quartiere di Porta Crucifera che ce la metterà tutta per togliersi la cuffia della “nonna” puntando sulla coppia Adalberto Rauco e Lorenzo Vanneschi intenzionata a restituire una lancia d’oro che manca a Palazzo Alberti dal 2015. Troppo per il Colcitrone abituato alla cima dell’albo d’oro e che adesso rischia il sorpasso degli eterni rivali della gialloblu e dei biancoverdi. Sulla lizza scenderà poi il quartiere di Porta Santo Spirito con Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci supervincitori e assetati di record. A seguire sarà la volta di Porta Sant'Andrea: per i biancoverdi ci saranno Tommaso Marmorini ed Enrico Vedovini. In via delle Gagliarde le lancette della vittoria si sono fermate al 2018 e la voglia di esultare è tanta. A chiudere le carriere saranno i giallocremisi con Gabriele Innocenti e Davide Parsi. Porta del Foro ha affidato alle lance Innocenti e Parsi il compito di sfidare il Re delle Indie e di bissare le emozioni vissute nel 2019 quando uscirono con la lancia d'oro tra le mani restituendola al popolo giallocremisi dopo un digiuno di dodici anni. Sui chimerotti pesa la necessità della riconferma. L’appuntamento per gli aretini è quindi per le 17 quando il quinto colpo di mortaio annuncerà alla città che è arrivato il momento della discesa in piazza Grande del corteo. Il preludio di gioia e di emozioni che seguiranno di lì prima dell’esplosione di gioia o di amarezza che travolgerà i quartieristi al termine delle carriere contro il Buratto. C'è quindi attesa di veder uscire il quartiere trionfante con la lancia d'oro dedicata al Sommo Poeta Dante Alighieri nel settimo centenario della morte. Un trofeo di gran valore emotivo oltre che artistico, è quello realizzato da Francesco Conti su bozzetto dell'architetto Enrico Lazzeri nuovo coordinatore di regia della rievocazione. Di sicuro la 140esima edizione entrerà nella storia per essere caratterizzata dal green pass e per una surreale atmosfera che probabilmente calerà nel corteggio e in piazza Grande dove le modifiche rispetto alla tradizione influiranno nella festa di emozioni che solo una manifestazione popolare sa regalare e che in epoca Covid, saranno, in parte, frenate dal distanziamento sociale necessario e inevitabile per evitare che il coronavirus torni a correre.