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Giostra del Saracino, Porta Crucifera torna a comandare. La lancia spezzata, il cavallo toccato, la gioia e la zuffa

Alessandro Bindi
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Colcitrone vola sul tetto del Saracino. Trionfo rossoverde per la Giostra della ripartenza post Covid. Con la vittoria della Lancia d'oro dedicata a Dante nell’anniversario dei 700 anni dalla morte, il quartiere di Porta Crucifera tocca il Paradiso salendo a quota 38 sulla cima dell’albo d’oro della rievocazione nel 90° dalla rinascita. La coppia Rauco-Vanneschi consegna al popolo rossoverde la lancia della supremazia. A far prendere la strada di Palazzo Alberti è stata la lancia spezzata durante la prima carriera. Il giostratore Adalberto Rauco in sella a Pia ha infatti aperto la sfida al Re delle Indie con uno spettacolare colpo di scena: il raddoppio del punteggio. La lancia si è spezzata nell’impatto col buratto e il quattro si è trasformato in otto. Il punteggio gonfiato ha messo subito di rincorsa gli avversari soffocando gli entusiasmi e la speranza di vittoria degli altri quartieri. Neppure le eccellenti carriere dei gialloblù Scortecci e Cicerchia sono servite a far cambiare strada al trofeo. A Porta Santo Spirito i due centri perfetti hanno solo regalato un tripudio di applausi. Non sono mancate le proteste e i parapiglia tra i figuranti. Il Maestro di Campo è intervenuto pesantemente allontanando dalla piazza alcuni figuranti. La cronaca giostresca della 140esima edizione è intensa. Tra i colpi di scena anche la lancia persa da Enrico Vedovini. In pratica la Giostra del Saracino è stata decisa fin dalla prima carriera. La lancia spezzata di Rauco sul quattro è stato il primo passo verso la galoppata vincente del quartiere che aspettava di tornare a vincere dal giugno 2015. Il rettore Andrea Fazzuoli e il capitano Alberto Branchi con la coppia Rauco - Vanneschi hanno rotto il digiuno lungo 10 edizioni. Ci sono voluti 11 punti per primeggiare. Dopo la lancia spezzata da Rauco i giostratori ce l’hanno messa tutta per sferrare un bel colpo e tentare di spezzare la lancia. Ci ha provato fin da subito Gianmaria Scortecci. La sua è stata una carriera esemplare: in sella a Doc ha centrato il cinque cancellando il pomodoro. Per lui la piazza ha riservato un tributo di scroscianti applausi. È stata poi la volta di Porta Sant’Andrea. Al pozzo è sceso Tommaso Marmorini. Il giostratore biancoverde con Conte Darko di Gazzara ha colpito il cinque lasciando aperte le speranze di poter raddrizzare una giostra tutta in salita. Non è andata bene al giallocremisi. Gabriele Innocenti in sella a Grace Coloner si è fermato sul tre spegnendo le probabilità di veder virare la Lancia d’oro verso Porta San Lorentino. Ad accendersi invece, durante la seconda tornata di carriere, sono stati gli animi. Il rossoverde Lorenzo Vanneschi con Carlito Brigante ha mirato il tiro della tranquillità fissando la lancia sul tre; tanto è bastato per mettere il quartiere in sicurezza a quota 11 sopra la soglia del dieci. Una carriera che però ha infiammato le proteste di chi ha segnalato di aver visto toccare il cavallo di Vanneschi da un figurante prima della riconsegna della lancia. Un comportamento vietato dal regolamento e per il quale, eventualmente, sono previsti due punti di penalizzazione. È stato questo dubbio episodio ad aver innescato il parapiglia sfociato in una giostra di espulsioni. E tornata la tranquillità, sulla lizza sono riprese le carriere. Il cinque marcato da Elia Cicerchia in sella a Olympia ha permesso ai gialloblù di uscire a testa alta da piazza Grande con dieci punti che però valgono una sconfitta. È andata sicuramente peggio a Porta Sant’Andrea. Enrico Vedovini con Pine, dopo aver centrato il cinque ha azzerato il punteggio per aver perso la lancia. Infine Davide Parsi con un anonimo quattro in sella a Nuvola ha chiuso le carriere mentre i rossoverdi già saltavano di gioia inneggiando il conto delle Lance d’oro salito a 38.