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Arezzo, il dopo Giostra e le polemiche su Borgunto. "Abbiamo aperto il cancello solo per evitare che qualcuno si facesse male"

Francesca Muzzi
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“Il cancello a Borgunto è stato aperto solo per motivi di sicurezza”. Alessandro Rossi, responsabile di Ombra Sicurezza chiarisce quello che, a fine Giostra, è successo in piazza Grande e che temevano sia il sindaco Ghinelli che i quattro Rettori alla vigilia. Vale a dire l’invasione di piazza da parte del quartiere vincitore. Un’invasione che ha portato a diverse polemiche, ma che alla fine è stata “necessaria”. In piazza la polizia di Stato, la polizia locale e gli uomini della sicurezza. “Ad un certo punto - racconta Rossi - al cancello c’erano delle persone che stavano spingendo per entrare. Il rischio era che crollasse il portone e che la calca avrebbe ferito o peggio qualche spettatore. Da qui la decisione di aprire per motivi di sicurezza e di fare defluire in piazza le persone, perché alla fine non succedesse qualcosa di peggio”. Ma anche in quel caso sia le forze dell’ordine che gli uomini della sicurezza hanno aspettato che i quartieri sfollassero la piazza. “Se infatti ricordate, il cancello di Borgunto è stato aperto quando gli altri tre quartieri avevano già preso la strada di Corso Italia”, dice ancora Alessandro Rossi. “La piazza era mezza vuota e, ripeto, da via Borgunto le persone sono state fatte entrare solo per motivi di sicurezza”.

 

 

Un particolare che anche il sindaco Alessandro Ghinelli ha sottolineato subito dopo la Giostra: “Ho visto un mucchietto di persone in mezzo alla piazza - aveva detto il primo cittadino - Ci si può lavorare per fare in maniera diversa, anche se mi auguro che da qui al prossimo giugno non abbiamo più bisogno delle mascherine”. Tornando al giorno dopo, tutto è andato per il verso giusto, per quanto riguarda la sicurezza. Alessandro Rossi sottolinea: “L’organizzazione è stata eccellente. Sia noi che le associazioni carabinieri e i ragazzi de La Racchetta, abbiamo collaborato sempre insieme. In ogni tribuna erano presenti steward a controllare che tutto andasse per il meglio, che gli spettatori mettessero le mascherine. Lo stesso anche durante il corteo per le vie di Arezzo. Pensiamo che per come era attesa questa Giostra, ci sia stata molta attenzione e collaborazione tra tutti”. In tribuna fino dalla Prova Generale, gli steward si sono raccomandati di tenere le mascherine e così è stato anche durante la Giostra. In campo ci sono stati 77 tra uomini della sicurezza e volontari che in questa settimana hanno sorvegliato in collaborazione con le Forza dell’ordine. 
Tafferugli in piazza

Riguardo a quello che è successo durante la Giostra tra i figuranti del quartiere di Porta Crucifera e quelli di Porta Sant’Andrea, la Magistratura della Giostra adesso sta aspettando la relazione del Maestro di Campo - Ferdinando Lisandrelli - per capire esattamente che cosa sia successo e successivamente prendere provvedimenti disciplinari, se ci saranno, nei confronti delle persone che sono state coinvolte e anche espulse. E quindi sono attese nelle prossime settimane, le eventuali decisioni della Magistratura. Il tafferuglio è scoppiato dopo la seconda carriera di Lorenzo Vanneschi (Porta Crucifera) che aveva colpito il 3. Momenti di tensione tra i quartieristi rossoverdi e biancoverdi che sono stati sedati dall’intervento dei vigili urbani e successivamente sono entrati in campo anche i poliziotti.
Ma tutto, come detto, è rimandato alla decisione della Magistratura dopo che avrà letto la relazione del Maestro di Campo.
Una Giostra che comunque ha riportato entusiasmo e identità, come ha detto il sindaco Ghinelli, alla città di Arezzo. Adesso smontaggio delle tribune, il Buratto sarà riposto in attesa della prossima edizione di giugno.