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Arezzo, l'ex vice sindaco Gamurrini: "La Giostra? Una farsa. Sicurezza in piazza, ma prima e dopo tanta gente, mi sento preso in giro"

Francesca Muzzi
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Gianfrancesco Gamurrini, ex vice sindaco del primo mandato di Alessandro Ghinelli, sulla Giostra appena conclusa non le manda a dire. La chiama “farsa” e su quello che è successo al cancello di Borgunto sottolinea “si sapeva che sarebbe andata così”. Lo dice nella lunga intervista a Radio Fly insieme all’editore Giuseppe Misuri. Ma nonostante la “farsa”, Gamurrini domenica era in piazza, tra i figuranti, insieme agli sbandieratori. E parte proprio da qui. “Alla fine, la Giostra - dice - l’ho vissuta nel modo che mi aspettavo, da figurante, ma con un clima strano. Una Giostra monca per tanti aspetti”. Elenca a partire dalla prova generale che definisce: “sembrava di essere alle prove ordinarie, la piazza era vuota, deserta, pochissime persone e quindi il clima non mi è piaciuto. La Giostra di domenica, poi, è stata una Giostra particolare dal punto di vista scenico perché è successo un fatto eclatante al primo colpo, con la Lancia spezzata di Porta Crucifera. Per il resto dispiace per i due quartieri Santo Spirito e Sant’Andrea che si contendevano la Lancia”. Poi Gamurrini affonda il colpo: “Mi è sembrata una Giostra moscia, poco pubblico, poco calore e una farsa, ma non per la manifestazione in se, quanto per l’organizzazione. Ci siamo nascosti, come ho detto più di una volta, dietro un dito. ‘Abbiamo fatto una piazza in sicurezza’ qualcuno ha detto, ma tutto il resto no. E’ stata una farsa, mettere gli spettatori distanziati e con le mascherine in piazza. Un eccesso, visto che in aereo si sta vicini. Per il prima e il dopo, stendiamo un velo pietoso”. Dalla piazza al cancello di Borgunto che è stato aperto per motivi di sicurezza e i quartieristi hanno invaso la piazza. “Faccio una premessa - dice Gamurrini - perchè sennò potrebbe passare il concetto che io ho il dente avvelenato con questa amministrazione. L’anno scorso ero vice sindaco e la pensavo allo stesso modo e sono riuscito ad impuntarmi per non fare la Giostra visto che più o meno c’erano le stesse condizioni di quest’anno. L’intento del sindaco - svela - era il medesimo, cioè di fare una Giostra a porte chiuse. Quindi al di là dell’apertura del cancello a Borgunto che può essere stato aperto per motivi di sicurezza, ma sinceramente non lo so, non possiamo dire che non fosse una cosa inaspettata, si sapeva. Per chiunque avesse vinto, la situazione sarebbe stata la medesima, per questo dico che è una farsa e che ci si nasconde dietro un dito”. “In piazza - continua ancora Gamurrini - abbiamo cercato di osservare le regole sapendo che dopo e anche prima non sarebbero state osservate. Perché abbiamo avuto un Corso Italia vuoto e deserto, una sfilata tristissima fino ai Portici dove invece c’era più del doppio della gente. In queste situazioni difficilmente vengono rispettate le norme, dovevamo imparare qualcosa dagli Europei”. “Io mi sono sentito preso in giro - dice ancora Gamurrini - qualcuno si è nascosto dietro un dito. Da una parte mi fa rabbia e dall’altra ho paura. Rabbia perchè erano cose note e prevedibili e si sapeva. Dall’altro ho paura di come potrà evolvere il Covid. Non si può fare gli sceriffi da un lato e dall’altro permettere queste cose qui, perchè se poi ci troviamo a dovere di nuovo chiudere le attività qualcuno si arrabbia”. “Il Saracino non è una partita di calcio. E’ stata fatta una sciocchezza, però in un sistema normale chi prende certe scelte si assume delle responsabilità”. Ma alla fine, qualcosa di buono, in piazza, Gamurrini lo ha visto? “Ho rivissuto l’ambiente di Giostra. A me la Giostra piace, ne farei tre. A Siena, però, non hanno fatto il Palio, perchè alla fine sanno che è una festa. Speriamo che non ci siano conseguenze per nessuno”.