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Arezzo, in bicicletta sul monte Lignano per scalare più di quattro volte il dislivello dell'Everest e centrare il record

Luca Serafini
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Quattro giorni h24 in bicicletta per coprire quattro volte il dislivello dell’Everest. Anzi di più, in modo da compiere un’impresa unica al mondo: []36.248[ metri. E’ la sfida che Massimo Pascale sta preparando e che metterà in atto dal 18 al 21 settembre sulla salita di Lignano, il monte degli aretini riscoperto da un anno a questa parte grazie a ripulitura di sentieri e iniziative varie. La “lucida follia” sportiva di Pascale è destinata ad entrare nel Guinnes dei Primati: fino ad oggi nessuno ha osato tanto perché gli unici due atleti di everesting che hanno portato a termine il devastante quadruplo, uno dei quali è l’italiano Zico Pieri, si sono fermati al “semplice” 8.848 per quattro. Pascale invece vuole andare oltre. A sostenere la sua missione sui pedali sono il gruppo Momte Lignano Bikers, Solosalita, Lorenzo Polendoni del ristorante il Toscano di Rigutinelli che curerà l’alimentazione, il negozio Solosalita di Subbiano che ha messo a disposizione di Massimo Pascale la bicicletta 3T per la super scalata con ruote Pi-Rope con i raggi sono di corda. Massaggiatore, prezioso, Daniele Bobini. Operaio, dipendente della ditta Falcinelli, inesauribile pedalatore, Pascale [TESTO]in precedenza ha fatto il triplo everesting sulla salita del Romito, a Capolona, dove abita con la moglie e il figlio.[/TESTO] Per la nuova impresa ha scelto il Monte Lignano che Luca Malentacchi, di Rigutino, con i suoi collaboratori, ha riportato in auge dopo aver disegnato e ripulito splendidi percorsi per ciclisti fuoristrada ed escursionisti. Emozioni condivise da aretini e forestieri che si arrampicano sul Lignano. “Mi sto preparando, non ho avuto tantissimo tempo per allenarmi ma le motivazioni ci sono e sono alte”, confida al Corriere Pascale. “Mi attende una dura prova, dovrò amministrare le forze fisiche e mentali, in quattro giorni avrò a disposizione otto ore per dormire, per il resto si pedala”. Tecnicamente si tratta di percorrere continuamente lo stesso segmento. “Lo abbiamo individuato sulla salita asfaltata dopo il castello, fino alle Cinque Vie. Un paio di chilometri per 197 metri di dislivello da ripetere 184 volte. La monotonia? Non è un problema perché dopo un po’ quella sensazione sparisce”. Pascale ha pensato anche alla solidarietà. “Come sempre cerco una motivazione importante che sia da stimolo per portare a termine la mia avventura, raccogliere dei fondi da destinare all’ospedale pediatrico Meyer”. Nei quattro giorni di salita, alla fine Massimo Pascale avrà percorso 740 km. In quelle lunghe ore saranno ben accetti i ciclisti che vorranno pedalare al fianco di Massimo per qualche chilometro per dargli supporto morale. Il libro del Guinness aspetta il nome di Pascale.