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"Aggrediti da facinorosi di Porta Crucifera il giorno della Giostra in centro": la denuncia di una coppia con figlio neonato

Luca Serafini
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Insultato e aggredito da quartieristi di Colcitrone. Messo alle strette mentre tentava di raggiungere casa insieme alla moglie e al loro bimbo neonato. A raccontare la disavventura avvenuta domenica pomeriggio, nel giorno della Giostra, è uno stimato professionista aretino che ci chiede di non rendere pubblico il suo nome. Ha presentato formale denuncia e chiede giustizia. Al Corriere racconta l’accaduto e premette un giudizio: “La gestione dell’ordine pubblico durante la Giostra è stata fallimentare: solo il Corso Italia è stato, malamente, presidiato, il resto del centro storico è stato ostaggio di facinorosi”. Luogo del fattaccio, appunto, una strada del centro. “Erano circa le 16.30 quando stavo rientrando, con mia moglie e mio figlio nato da pochi giorni, a casa mia (non lontano da Piazza Grande ndr.). Alle 16.30 sapevo che finiva l’ordinanza che prevedeva il divieto di transito in via Mazzini anche per i residenti (abbiamo un permesso per donne in gravidanza h. 24)”. Il professionista prosegue: “Prendo vicolo tra le Torri (dove viene invertito il senso di marcia durante la settimana del quartierista), l’accesso era libero e non era presente né una transenna, né un vigile. Arrivato in via Pescioni, all’altezza di via Borgunto, ci troviamo davanti ad un muro di quartieristi di Porta Crucifera quasi tutti senza mascherina (alla faccia del divieto di assembramenti e della sfilata che avrebbe dovuto essere senza pubblico) che ci impedisce fisicamente di passare e comincia a urlare insulti minacciandoci di allontanarci e di fare retromarcia perché ancora dovevano passare i cavalli di Colcitrone”. Perplesso, il cittadino osserva: “In realtà a me risulta che a quell’ora la sfilata doveva essere già finita, con i cavalli che non entrano in Piazza Grande già rientrati nei rispettivi quartieri (altrimenti che senso ha che il divieto finisca alle 16.30?)”. Ed eccoci alle fasi concitate. “Scendo dall’auto semplicemente per spiegare che eravamo passati perché l’orario di transito per i residenti era libero, che avevo mia moglie e mio figlio di soli 6 giorni di vita a bordo che doveva allattare e al quale dovevo dare degli antibiotici che erano in casa, che non avevamo trovato nessuna transenna o vigile ad impedire il transito. Cercavo anche di spiegare che, in ogni caso, avrei aspettato tranquillamente che fosse possibile passare con l’auto”. Anziché ottenere comprensione, il professionista lamenta di aver ricevuto tutt’altro trattamento. “Veniamo coperti di insulti irripetibili e minacciati di allontanarci in retromarcia (manovra peraltro contraria al codice della strada e pericolosa poiché da dietro arrivavano persone e bambini al seguito). La mia auto, poi, è una 500 che poteva tranquillamente aspettare a margine della strada senza creare alcun disturbo. Rientrato in macchina, una donna sulla cinquantina senza mascherina apre con forza lo sportello e cerca di entrare nell’abitacolo. Esco per invitarla ad allontanarsi dicendole che non si doveva permettere di fare scene del genere anche perché dentro l’auto c’era un neonato. Dal retro dell’auto un esagitato di Colcitrone, saltando da dietro la donna, mi sferra un pugno al volto. A quel punto scende dall’auto anche mia moglie per venire in mio soccorso ed un altro (tutti con il fazzoletto del quartiere al collo) le strappa il cellulare di mano e lo scaglia a terra rompendolo. A quel punto arriva un funzionario del vigili urbani ed un vigile ai quali chiedo di identificare i soggetti e di fare in modo di permetterci di arrivare sani e salvi a casa nostra”. Nel frattempo arrivano, stando al racconto, altri quartieristi di Porta Crucifera “che si scagliano contro l’auto prendendo il cofano a cazzotti e danneggiandola. Solo l’intervento del Reparto mobile, che si frappone coraggiosamente e fisicamente tra noi ed i facinorosi, riesce a porre fine alla vigliacca aggressione nei confronti di due genitori e di un neonato, che altrimenti sarebbe finita e male”. Il cittadino lamenta invece “inerzia” e “scarso aiuto” da parte dei vigili urbani e del 113 che, “richiesti di identificare i responsabili che gli erano stati indicati e di aiutarli a raggiungere l'abitazione in sicurezza, hanno preferito farci allontanare senza più interessarsi delle nostre sorti”. Nei pressi della piazza di Porta Crucifera, poi, altri improperi e minacce da parte di un figurante di Colcitrone. “Abbiamo subissato di chiamate il 113, i vigili urbani, nessun intervento. Siamo dovuti andare via. Mio figlio e mia moglie erano terrorizzati. Siamo riusciti a rientrare a casa solo alle 20”. 
Ora il residente del centro storico si attende che l’autorità giudiziari “accerti i reati commessi in nostro danno, e verifichi anche l'operato da parte di chi aveva l’obbligo di identificare gli autori dell'insano gesto e di metterli in condizione di raggiungere la propria casa con loro figlio e non l’ha fatto”. Grande amarezza per aver subito “una selvaggia, quanto vigliacca, aggressione”. E ancora: “Eravamo usciti di casa solo perché nostro figlio doveva fare una visita in quanto non stava bene. Attaccare due genitori con il loro figlio neonato solo perché vogliono rientrare a casa loro per dargli medicine e da mangiare, è quanto di più vile e disonorevole un individuo possa fare. È giusto essere ostaggio in casa propria o non riuscire a rientrare in casa solo perché si ha la fortuna di abitare nel centro storico?”.