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Arezzo, case popolari riconsegnate dai locatari durante il lockdown. Lorenzo Roggi: "Ora ci sarà il problema degli sfratti"

Francesca Muzzi
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Il lockdown e le case popolari. “Durante il lungo periodo di chiusura, tanti alloggi sono stati riconsegnati. Sinceramente è stato un fenomeno che ci ha sorpreso”. A dirlo il presidente di Arezzo Casa, Lorenzo Roggi che nei mesi di lockdown per colpa del Covid, si è trovato a dovere fare i conti con un numero importante di case popolari che sono state riconsegnate. “Tutte poi già riassegnate, però prima di farlo sono stati, E saranno fatti lavori di ristrutturazione”, prosegue Roggi. Una situazione che di certo non si aspettavano i tecnici di Arezzo Casa. “Nel periodo di lockdown - sottolinea ancora il presidente - si pensava che l’unico bene, vale a dire la casa, una famiglia dovesse tenerselo stretto. Invece proprio nei mesi nei quali eravamo chiusi, abbiamo visto molte famiglie riconsegnare le chiavi. Ciò significa due cose: la prima che riguarda direttamente Arezzo Casa e quindi lavori di ristrutturazione all’interno prima di essere riassegnata alla prima famiglia della graduatoria e l’altra che molti hanno preferito lasciare Arezzo, la provincia e probabilmente anche l’Italia per andare a cercare lavoro all’estero. In questo caso si parla di famiglie straniere”. Ora però c’è un altro problema che è quello che riguarda gli sfratti di case non popolari. Il 30 settembre scade la proroga del blocco sfratti e dunque saranno riaperte le procedure. “Proprio su questo tema abbiamo avuto una video conferenza con Confedilizia dove abbiamo ipotizzato- fa sapere Roggi - che nella provincia di Arezzo ci potrebbero essere circa mille sfratti. Ma non ci sono case che possono ospitare queste famiglie che non sappiamo nemmeno se possono rientrare in quei canoni per avere una casa popolare”. Spiega ancora il presidente di Arezzo Casa: “Non ci sono abitazioni libere e anche le case di emergenza non si trovano in tutti i comuni. Vedremo che situazione si prospetta da ottobre in poi”. Ma quanto ci vuole per avere una casa popolare? “Dipende dalle liste di attesa e dai comuni nei quali l’alloggio viene richiesto. Ad Arezzo per esempio, in passato, la graduatoria e l’attesa è stata anche di due anni. Non sono in grado di fare previsioni precise, ma temo che con l'aumento della richiesta le tempistiche rimarranno lunghe. In altri comuni invece, l’attesa è molto più breve. Tengo a sottolineare però che la graduatoria non viene gestita direttamente da Arezzo Casa, ma dal Comune con il quale collaboriamo”. In generale dunque il lockdown ha messo in evidenza una situazione abitativa “non facile, anche per quanto riguarda noi che le riconsegne degli alloggi significa lavori di manutenzione e ristrutturazione”. Che in questo caso sono a carico del gestore, mentre per quanto riguarda i lavori interni negli alloggi già assegnati, in caso di pareti rovinate o altro? “In quel caso invece - conclude Roggi - i lavori sono a carico del locatario, come specificato nel regolamento d'utenza che gli assegnatari ricevono all'atto della firma del contratto”.