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Arezzo, Porta Crucifera non ci sta: "L'automobilista che andava contro il corteo ha contravvenuto alle regole"

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Porta Crucifera non ci sta. E ribatte con forza al cittadino che ha presentato denuncia in procura contro l’aggressione che ritiene di aver subito domenica scorsa da appartenenti al quartiere rossoverde. Un contrasto sorto sul passaggio con l’auto nel percorso del corteo per rientrare a casa.
“Chi ha contravvenuto alle regole non è certo il Quartiere né i suoi Quartieristi, che si sono visti arrivare incontro una macchina all’altezza di via dei Pescioni direzione via Mazzini mentre era in corso la sfilata”, si legge in una nota de direttivo di Colcitrone. “Non vogliamo entrare nel merito delle ragioni e delle motivazioni che sono state rappresentare per giustificare la presenza del mezzo dove non si doveva trovare, chi vive ad Arezzo, e in particolare nel centro storico, conosce le regole e la viabilità nel giorno della Giostra, la segnaletica era chiara ed evidente è stata la violazione della stessa.” La nota prosegue: “Altrettanto evidente è stato l’atteggiamento di colui che si trovava alla guida del mezzo che a dispetto della circolazione stradale prevista e delle indicazioni che sono state fornite, ha sempre mantenuto un atteggiamento arrogante e provocatorio generando nel corteo tensione ed impedendo ai cavalli di defluire regolarmente con tutte le conseguenze che si sarebbero potute verificare se i palafrenieri ed i cavalieri presenti nel posto non fossero stati attenti nel cercare di tenere calmi i propri cavalli”. Il direttivo rossoverde conclude: “Riteniamo che il fatto che si è verificato domenica sia molto grave sia nei confronti della manifestazione che nei confronti del Quartiere, che nelle sedi opportune tutelerà la propria immagine e quella dei suoi Quartiersti”.

 

 

Nell’esposto in procura, il cittadino - un professionista aretino - riferisce di aver ricevuto un pugno al volto, che il cellulare della moglie è stato scaraventato a terra e la carrozzeria dell’auto danneggiata. A suo dire il tentativo di ingresso nella via interdetta per il corteo era necessario per raggiungere l’abitazione, con il figlio neonato, di sei giorni, che necessitava di cure e nutrimento. L’iniziativa contro i “facinorosi” rossoverdi ha suscitato la reazione del quartiere che si ritiene infangato. Non ci sta anche la Polizia municipale. Nessuna dichiarazione ufficiale dal Corpo ma filtra una certa irritazione per la ricostruzione dei fatti come esposta dal cittadino. I divieti, le manovre non consentite nell’ambito del centro storico nelle ore cruciali della Giostra fino all’ingresso in piazza alle 17, dovevano essere elementi chiari al residente. L’impossibilità di entrare con la macchina nel percorso del corteo pure, con segnali e transenne presenti. In caso di urgenza, legata al neonato o a qualsiasi altra necessità, avrebbe potuto rivolgersi all’emergenza. Alti esponenti della Municipale avrebbero assistito alla scena. Dubbi pure sull’innesco del contrasto. Non è chiaro se ci sono filmati dell’episodio. Testimonianze ovviamente molte. Nel dibattito che si è inevitabilmente aperto le posizioni sono contrapposte tra chi censura i cosiddetti facinorosi e chi ritiene che il cittadino se le sia andate a cercare. Con una nota il Comitato cittadino SpaziAlCentro “desidera esprimere il proprio rincrescimento per i fatti avvenuti in Via Pescioni domenica scorsa e si dichiara solidale con la famiglia aggredita”. Il comunicato dice ancora: “Purtroppo, è da tempo che i residenti del centro storico denunciano disagi, l’impossibilità a rientrare nelle proprie abitazioni in sicurezza, la difficoltà ad accedervi a causa dell’ occupazione selvaggia del suolo pubblico. Come accaduto domenica scorsa, anche noi, residenti dell’area di Piazza della Badia, siamo spesso vittime di un’assenza di controlli, interventi ed adeguate sanzioni”.