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Diga di Montedoglio, il presidente di Eaut Domenico Caprini: "L'aspetto non è bello, ma non c'è emergenza acqua"

Francesca Muzzi
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Dove c’era l’acqua, adesso si rivede quello che resta delle case. Fa un certo effetto fermarsi a guardare la diga di Montedoglio in questo momento. C’è una distesa di terra, niente acqua che invece si scorge più avanti. “Ma non siamo in una situazione di allarme”, specifica subito il presidente di Eaut, Domenico Caprini. “Stiamo ripercorrendo la stagione 2017 - prosegue - quando anche allora le piogge tardarono ad arrivare. La disponibilità della risorsa è relativamente scarsa ma non deve destare particolare preoccupazione essendo ormai al termine la stagione irrigua e dovendo ancora iniziare quella che tradizionalmente, nel nostro territorio, è la stagione delle precipitazioni atmosferiche”. Ma a proposito della stagione irrigua, Caprini spiega: “Convenzionalmente (e contrattualmente) è definita dal 15 maggio al 15 settembre, cioè fino a domani. Un eventuale utilizzo ‘straordinario’ extra irriguo (oltre il 15 settembre) - come successe nel 2017 - è condizionato (dal contratto in essere) dalla concreta disponibilità idrica e pertanto, in questo anno, il suo utilizzo - su eventuale richiesta con il nulla osta delle Regioni - deve essere improntato alla massima parsimonia limitando i volumi di erogazione ed il periodo di extra-irrigazione a non più di 10-15 giorni. Già lo scorso 25 agosto Eaut aveva esortato le associazioni agricole e le utenze istituzionali (distributrici per l’utenza finale) ad adottare nelle pratiche colturali tutti quegli accorgimenti volti all'ottimizzazione dell'utilizzo della risorsa idrica mediante tecniche improntate al risparmio e che le stesse (attività colturali) venissero orientate ad una conclusione in linea con quella prevista contrattualmente al 15 settembre”. 
In questa settimana però a dare una mano alla diga e alle colture ci potrebbero essere delle novità dal meteo. “Stiamo monitorando le previsioni e sembra che giovedì arrivino le prime piogge – dice ancora Caprini – che già potrebbero risolvere molto, tanto da potere interrompere l’adduzione idrica finalizzata all’irrigazione delle colture ancora in essere”. Per il momento la riserva di acqua copre: “per altri dieci-quindici giorni per un moderato ed attento utilizzo irriguo”. Una situazione comunque che nonostante il paesaggio è sotto controllo. “Nonostante che la diga faccia un certo effetto vederla in questo stato siamo sopra il livello di allerta. Anche perché non dobbiamo dimenticare che alla diga ci sono i lavori di ristrutturazione dello sfioratore di superficie crollato nel 2010 e quindi siamo partiti da un livello più basso rispetto agli altri anni. Ma se dovesse cominciare a piovere basterebbe la piovosità media che caratterizza questo territorio per riportarla in breve tempo al livello stagionale conosciuto”. Nessuna preoccupazione al momento. “Certo se non piovesse fino a dicembre, allora saremmo su un livello di allerta. Ma per ora – conclude Caprini – l’acqua c’è”.