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Helenia morta nell'incidente, giudice dispone perizia sul colpo di sonno patologico dell'automobilista

Luca Serafini
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Sarà il dottor Pier Guido Ciabatti, primario di otorinolaringoiatria al San Donato, a stabilire se l’automobilista che piombò contro Helenia Rapini, morta sul colpo nello schianto frontale, non può essere condannato per omicidio stradale. Il noto ed esperto specialista ha ricevuto ieri dal giudice Giulia Soldini l’incarico per eseguire la perizia su Alessandro C. e accertare se davvero, come sostiene la difesa con la sua perizia di parte, l’uomo perse il controllo per una patologia, la Osas, imprevedibile e non fronteggiabile. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno, infatti, ha il potere di far calare le palpebre della persona affetta, in modo imprevedibile e improvviso togliendogli le facoltà decisionali, facendolo sprofondare in uno stato di totale incoscienza. Alessandro C., secondo questa tesi, non sarebbe quindi processabile e punibile per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. La scoperta della patologia da parte dell’automobilista fu successiva alla tragedia del 6 novembre 2019, in via di Ristradella. L’Osas è stata riconosciuta effettivamente come patologia della quale l’uomo soffre, resta da stabilire se fu la causa, unica ed effettiva, della perdita del controllo e delle conseguenze mortali per Helenia Rapini. Ciò che dovrà appunto emergere dal procedimento penale in corso. Ieri prima dell’udienza familiari e amici della ragazza, che aveva 29 anni, hanno dato vita ad una manifestazione pacifica davanti al tribunale. Striscione e cartelli chiedevano giustizia per Helenia. “Non archiviate il vaso”. C’era Silvano, il babbo della ragazza, c’era Gianni, il fratello. C’era l’avvocato Francesco Valli, che segue la famiglia ed ha presentato una memoria nella quale evidenzia, tra l’altro, come in ogni caso l’auto Nissan procedesse ad andatura superiore al consentito, 70 km orari anziché 50, in una strada pericolosa e sconnessa; elemento questo indipendente e precedente all’eventuale colpo di sonno patologico. Questo per sostenere la responsabilità dell’uomo alla guida. L’imputato, difeso dall’avvocato David Scarabicchi, era presente in aula. La difesa ritiene corretta, ragionevole e opportuna la decisione del giudice di affidare l’incarico ad un perito terzo dopo la consulenza di parte del dottor Pasquale Giuseppe Macrì che ha evidenziato la sindrome ed ha spostato su altri binari quello che sembrava un ordinario processo per responsabilità stradali legato ad un tragico incidente. Quel primo pomeriggio Helenia, istruttrice cinofila, volontaria Enpa che lavorava al canile, procedeva sulla sua mano, tra Olmo e Rigutino, a bordo della sua Atos. L’altro proveniva dalla parte opposta e improvvisamente, senza un ostacolo, la traiettoria deviò verso la sfortunata giovane. Per la ragazza fu la fine. Alessandro C. uscì ferito dallo scontro. Per Helenia fu la fine. Le questioni assicurative sono state definite, ma quelle penali no. Il 16 novembre il dottor Ciabatti, ieri collegato da remoto per ricevere l’incarico, riferirà le conclusioni del suo accertamento. Quindi la discussione e la decisione sul controverso caso.