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Arezzo, si apre la caccia. Novemila doppiette pronte fino al 31 di gennaio. Presidente di Enalcaccia: "Ma i giovani non ci sono"

Sara Polvani
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Al via oggi, domenica 19 settembre, l’apertura generale della stagione della caccia. La chiusura è prevista dal calendario regionale il prossimo 31 gennaio. Lo scorso anno le doppiette nell’Aretino erano 9 mila.Lo stesso dato che dovrebbe essere confermato anche quest’anno. In campo la Polizia provinciale di Arezzo per coordinare i controlli. 

 


“Faremo due turni, il secondo è uno straordinario e per questo ringrazio il Corpo della polizia provinciale,” spiega il comandante Roberto Prestigiacomo, “Saremo in tutta la provincia con cinque pattuglie la mattina e cinque il pomeriggio, inoltre coordiniamo le guardie volontarie venatorie delle associazioni agricole e ambientaliste. Credo inoltre che i carabinieri forestali faranno altrettanto la loro parte sempre in sinergia”. Continua ancora il comandante appellandosi a quanti da oggi abbracceranno un fucile: “Prima di mettere le prede nel carniere, viene la sicurezza”, raccomanda “attenzione non solo alle specie ma al rispetto delle distanze da strade, ferrovie, abitazioni, luoghi di lavoro e piste ciclabili. Gli infortuni sulla caccia a volte accadono, ma dobbiamo fare in modo che questo non avvenga. Confido nella responsabilità di tutti. Tengo non solo al rispetto delle regole ma anche alla sicurezza personale e della collettività”. “Quanti saranno domani (oggi, ndr) che vanno a caccia? E’ difficile da sapere”, risponde invece il presidente di Federcaccia Arezzo, Domenico Coradeschi, “Tanti aspetteranno l’apertura della caccia al cinghiale che c’è il 10 ottobre, perché noi, in Toscana, siamo una delle prime province ad aprire così in anticipo. Ma lo facciamo per limitare i danni all’agricoltura”. “Quest’anno - spiega ancora il presidente di Federcaccia - il problema della siccità ha creato e penalizzato anche i calendari venatori. Comunque lo spirito dei cacciatori è duro a morire, rispetto ai problemi dell’agricoltura che sono più grandi”. I numeri dell’associazione: “Noi siamo circa il 60% sul totale dei cacciatori. Di questi non so quando cominceranno se oggi, o più tardi. Io credo che ancora si aspetterà. E lo vediamo anche in base ai tesserini che non sono stati consegnati tutti”.

 


“Per i cacciatori non abbiamo registrato un calo tra i nostri associati che rappresentano il 35% del totale”, interviene il presidente Enalcaccia Arezzo, Iacopo Piantini, “In generale non ci sono nuove leve che si appassionano alla caccia. Ma chi è iscritto da anni rinnova e anche rispetto agli altri anni non ci sono trend negativi sotto questo punto di vista. In totale nella nostra provincia, l’anno scorso, erano circa 9 mila i cacciatori”. “C’è insoddisfazione - continua il presidente Piantini - per la presenza di selvaggina nobile stanziale che è scarsa tipo quella di fagiano, pernice e starna, mentre si registra una bella presenza della lepre. Da registrare anche un atteggiamento venatorio sempre più restrittivo: è stata tolta la tortora, il moriglione e la pavoncella che non sono più cacciabili per il ricorso delle associazioni animaliste ambientaliste. È una politica anticaccia che sempre più ascolta queste associazioni e provoca restrizioni ai calendari venatori. I cacciatori sono sempre più insoddisfatti delle maggiori restrizioni”.
“Domani (oggi, ndr) c’è l’apertura generale”, conclude Piantini, “ma il cinghiale partirà domenica 10 ottobre fino al 9 gennaio. Chiaramente la forte presenza del lupo in montagna fa sì che il cinghiale si concentri nei fondovalle e in pianura dove crea problemi all’agricoltura e alla viabilità. Si registra un calo di abbattimenti in generale. Enalcaccia propone da sempre un allargamento della caccia, chiede un’apertura unificata anche della specie del cinghiale. L’invito per la riapertura è alla sicurezza e al rispetto delle norme”.