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Arezzo, treno troppo affollato, il capo stazione: "Chi non ha posto a sedere deve scendere"

Francesca Muzzi
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“E’ la prima volta che sento un capotreno chiedere ai passeggeri di scendere perché il convoglio è troppo affollato”. Paola è tra i fortunati che sono rimasti seduti e hanno potuto raggiungere in tempo Arezzo al termine di una mattina, l’ennesima, che è stata al pari di un’odissea. Il treno regionale 18739 che parte da Firenze alle 6.24 e arriva ad Arezzo alle 7.54, è stato costretto a Ponticino a fare scendere i passeggeri - secondo le regole anti Covid - che non avevano posto a sedere. “E’ stata una cosa incredibile - racconta Paola - Ieri mattina, come sempre, avrei dovuto prendere il treno che arriva a San Giovanni Valdarno alle 7.10, un regionale veloce che però aveva 25 minuti di ritardo e così sono salita sul regionale che è a San Giovanni Valdarno alle 7.17. Ma quel treno che praticamente fa tutte le fermate - studenti e lavoratori - ha cominciato a riempirsi all’inverosimile. Praticamente ha cominciato ad affollarsi nel giro di poche fermate. Ma già era successo venerdì scorso, solo che ieri la situazione era peggio”. Arrivati a Ponticino con le persone stipate sia a sedere che, soprattutto in piedi, “mentre Trenitalia continuava a ripetere dell’efficenza dei treni e delle regole anti Covid, ci siamo fermati e il capo treno ha chiesto a chi non aveva il posto a sedere - racconta ancora Paola - di scendere dal treno e di aspettare il convoglio successivo, vale a dire quello che aveva 25 minuti di ritardo che, eccezionalmente lo avrebbero fatto fermare”. “Immaginatevi il diagio enorme che, soprattutto le persone che sono state costrette a scendere, hanno dovuto sopportare”. Alcuni studenti raccontano ancora: “Per fortuna che anche noi eravamo seduti, altrimenti dovevamo scendere. Alcuni miei compagni che erano in piedi sono dovuti scendere e per puro caso non hanno fatto tardi a scuola, perché il treno successivo è arrivato in tempo. Ma così non possiamo andare avanti. O mettono più treni, oppure trovano altre soluzioni, magari con carrozze più capienti”. Paola che come detto si è ritrovata quasi per caso sul regionale, spiega anche che sui treni dell’alta velocità: “Ci controllano tutto. Dal posto a sedere, al green pass, invece sui treni a piccola percorrenza dove non è nemmeno richiesto il green pass, è un inferno fino ad arrivare, come ieri mattina, a fare scendere le persone per motivi di sicurezza”. “In tutto questo, fanno eco altri pendolari, mentre a bordo ci annunciano servizi integrativi concordati da trenitalia con la Regione. Ogni anno, quando cominciano le scuole, è sempre la stessa storia, quest’anno però ancora di più considerato che ci sono anche regole di distanziamento da rispettare. Ma ieri mattina, così come anche nelle altre mattine, la situazione era davvero al limite”. “E per fortuna - fa eco Paola - quelle decine di giovani che sono stati costretti a scendere, sono stati tutti educati e hanno aspettato il treno successivo”.