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Arezzo, la novantenne resiste allo sfratto: perizia medica dirà se può essere sloggiata dalla casa

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Luca Serafini
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La novantenne ha pianto e si è sentita poco bene. Pallida in volto, ha ricevuto l’ufficiale giudiziario, una donna arrivata con l’incarico del tribunale di procedere con l’esecuzione dello sfratto. Accanto all’anziana da sloggiare perché la nuova proprietà della casa non la vuole più come inquilina, c’erano i figli e l’avvocato Lorenza Calvanese. 
Una mattinata difficile. Terminata con un rinvio di due mesi. Sì, perché dopo aver preso atto delle condizioni di salute della signora, l’ufficiale giudiziario ha preso nota della situazione delicata. E scatta adesso la procedura della verifica medico legale sulla trasportabilità o meno della donna. 
Un medico il prossimo 22 novembre si presenterà nell’abitazione di Arezzo per eseguire una visita finalizzata ad accertare se la novantenne può essere costretta a lasciare l’appartamento nel quale ha vissuto per decenni e dal quale non se ne vorrebbe andare. 
Nei casi che finora si sono verificati, le persone dichiarate non trasportabili erano malati terminali. Ma non è questa la condizione della donna, seppur afflitta da molti acciacchi, di cuore, di pressione, di deambulazione, di fragilità emotiva. 
Psicologicamente, poi, è a terra perché di trascorrere il resto della sua sua vita in un luogo diverso da quello non ne vuol sapere. C’era andata ad abitare giovane sposa, con il marito, dipendente di un istituto di credito importante proprietario di immobili in centro. Al marito della donna l’istituto aveva dato in locazione l’alloggio. 
In quelle stanze ha messo su famiglia, cresciuto i figli, condiviso gioie e dolori. Rimasta vedova, le sta a fianco uno dei figli che la aiuta nelle necessità quotidiane. 
Affitto sempre pagato con assoluta regolarità. Precisione, puntualità. Ma il problema è che l’istituto di credito di prima non esiste più e l’immobile è finito sul mercato. Con la società romana proprietaria che adesso ha i suoi progetti e vuol esercitare i propri diritti fino in fondo. 
Può farlo, tanto che il giudice del tribunale di Arezzo ha sentenziato l’esecutività dello sfratto per esaurimento del contratto non rinnovato. Una cruda realtà che si scontra con l’esistenza di questa novantenne messa all’angolo da ineluttabili regole fissate da codici e prassi. Ora c’è l’ultimo tentativo, poi stop. Il medico incaricato darà la sua risposta e in base a quella il percorso verrà definito. Anche le istituzioni si erano interessate al caso, in particolare la Prefettura, con Maddalena De Luca che ha agito sull’unico tasto possibile, quello di una intesa fra le parti. Che non c’è stata. Mani alzate da parte della politica. Fino al 22 novembre un filo di speranza c’è.