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Pecorelli, vertice fra pm: “Rischia mandato di cattura"

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Dal romanzo di fantasia alle carte giudiziarie il passo è breve. E per Davide Pecorelli, dopo l’oro zecchino che avrebbe trovato sull’isola di Montecristo, si profila un altro metallo, molto meno prezioso: l’acciaio delle manette. La Procura di Puke starebbe per emettere una richiesta di cattura internazionale. La Procura di Perugia conferma che c’è stata una riunione con Eurojust, l’unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione europea, e si è in attesa di “eventuali richieste”. La notizia arriva dal sito albanese oranews.tv: “La procura di Puke sta valutando la possibilità di emettere un mandato di cattura per l'italiano Davide Pecorelli, attualmente in Italia” , è scritto in un servizio apparso ieri. Ufficialmente - è riportato - “i pm hanno richiesto con una lettera le dichiarazioni che Davide Pecorelli ha rilasciato alla polizia italiana per effettuare accertamenti su altre persone in Albania”. La trasmissione degli atti in Albania e anche a Grosseto (dove Pecorelli ha una denuncia a piede libero per sostituzione di persona) era già stata deliberata dalla procura perugina.

 

 

Nel paese delle aquile si cercano i complici del rogo doloso della Skoda Fabia e dell’esumazione delle ossa per la simulazione della morte del 45enne umbro. Lo stesso Pecorelli ha dichiarato che ad aiutarlo a progettare e mettere in atto il piano è stato un sacerdote. L’imprenditore in Albania “è sospettato di essere l'autore del reato di ‘distruzione di beni mediante incendio’ e ‘danneggiamento doloso di tombe’". Per questi due atti “si sta valutando la possibilità che nei prossimi giorni venga emesso un mandato di cattura, in cui alle autorità italiane sarà chiesto di ammanettare Pecorelli, che ha confessato di aver commesso i reati in Albania”, riporta oranews. Pecorelli avrebbe passato il periodo da marzo al 12 settembre a Valona, tra spiagge e bella vita. Si faceva chiamare Cristiano, diceva di essere uno scrittore e lavorava a un romanzo sul tesoro dell’isola di Montecristo. Che peraltro dice di aver trovato.

 

 

E’ riapparso naufrago il 17 settembre, in mare, nei pressi dell’isola di Montecristo dove ha detto di aver individuato il tesoro di San Mamiliano, in realtà in parte già rinvenuto nel 2004 e messo in un museo. Il sito albanese aggiunge che “secondo la polizia, dal 2020 Pecorelli aveva aperto un'attività nel quartiere Indipendenza di Valona nel campo del commercio di prodotti per i saloni di bellezza”. Lo stesso settore in cui era attivo tra Perugia e la Toscana, dove peraltro è indagato per un crac dalla Procura di Arezzo. A Valona Pecorelli si occupava anche di calcio. Il sito di news shqiptarja.com intervista "la leggenda del calcio di Valona, Vasil Ruci”, che “ è stata una delle persone che ha visto da vicino l'imprenditore italiano in Albania. In una dichiarazione ai media fa sapere che Pecorelli voleva giocare a calcio". “Non lo conoscevo prima - ha detto Ruci - sono tanti gli italiani che hanno iniziato e ricevuto le tessere (della squadra, ndr), ho visto un giorno che si allenava tanto, era felice di viaggiare in squadra, diceva che era felice di giocare e voleva venire a Gumenica", ha concluso l’ex calciatore.