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Aruba e il rugby piangono Giacomo Parati morto nell'incidente in moto a 41 anni

Luca Serafini
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La moto, il sole di settembre, un sabato di riposo da vivere in serenità. Invece lo schianto e la fine. Giacomo Parati aveva 41 anni, amava il rugby ed era un uomo di mischia ma con il sorriso. Un gigante gentile. Generosissimo, raccontano con le lacrime agli occhi tutti quelli che lo hanno conosciuto. Operatore informatico di Aruba, apprezzato nel lavoro, con l’hobby della moto che usava, sottolineano, non in modo corsaiolo ma turistico. 
In sella alla sua Ktm ieri ha perso la vita a Renzino in un tratto di strada dove la traiettoria è diventata maledetta: fatale la collisione con una Fiat Panda arancione che proveniva dalla parte di Foiano. Ferita l’amica che viaggiava con Giacomo. La donna, 40 anni, ha riportato lesioni e traumi: i soccorritori l’hanno valutata in codice giallo e per lei c’è stato il trasferimento alle Scotte di Siena. 
Per Giacomo Parati invece l’urto ha avuto conseguenze irreversibili. E’ spirato poco dopo l’incidente mentre si preparava anche il volo con l’elicottero Pegaso. Niente da fare. La notizia è rimbalzata subito ad Arezzo dove il 41enne viveva a Gaville, vicino a Santa Firmina, con i genitori. Aveva una carica di entusiasmo e generosità tale che gli amici stentano a trovare le parole per descriverla. Aveva fondato la squadra Arieti Rugby Arezzo, nel 2007, insieme a Enrico Cangi, Michele Mazzi, Maurizio Paggini, Marco Morelli. Una bella realtà sportiva che nel decennio di attività ha centrato pure la vittoria del campionato regionale di serie C. Giacomo ha sempre giocato, dall’inizio alla fine della storia degli Arieti, ricorda commosso Luca Oliva che ne è stato dirigente e allenatore oltre ad essere suo collega. Incredulità e dolore anche in Aruba, la grande azienda tlc per la quale Giacomo lavorava da una decina di anni come tecnico informatico al desk. Seguiva il reparto cloud. Preparato, competente, affidabile. Una grave perdita. La bacheca facebook di Giacomo, rapidamente listata a lutto, ha raccolto numerosi post di ricordo, commoventi attestati di amicizia, riconoscenza, nostalgia. 
L’impatto tra moto e auto è avvenuto nella trafficata arteria che collega con Foiano della Chiana, la 327 che qui si chiama via di Arezzo. Erano passate da poco le 11. Uno schianto violento vicino alla chiesetta. La Polizia municipale ha eseguito i rilievi per stabilire con precisione la dinamica. Al volante della Panda c’era un uomo del 1963 di Foiano uscito illeso.
Una volta constatato il decesso del 41enne e avuto il nulla osta, il corpo è stato trasportato all’obitorio del San Donato a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Con la voce rotta dal dolore, l’amico di sempre Enrico Cangi torna con la mente alle splendide stagioni con la palla ovale lì nel campo di Policiano, dove il club si era stabilito dopo gli inizi ad Arezzo. Un’avventura che poi si è fermata prima del Covid. Ma i legami di amicizia erano rimasti forti, fortissimi. “Meraviglioso, eclettico, dal cuore enorme”: queste le definizioni ricorrenti di Giacomo da parte di chi era nel suo giro. 
“Ho avuto l'onore di conoscerti, lì sul campo da rugby, lo sport che amavi e che ti si addiceva, a te gigante gentile, che in campo davi l'anima e fuori avevi sempre un sorriso per tutti” si legge in uno dei messaggi su facebook. “Non ci volevo credere, non ci voglio credere, non mi sembra giusto, ma proprio per niente... Riposa in pace Para, mancherai a chiunque ti abbia conosciuto, ma non solo... perché il mondo avrebbe bisogno di più persone come eri te”.