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Padella e coltello contro il compagno: ferito. Assolta donna accusata di tentato omicidio

Luca Serafini
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Assolta. La donna che ha affrontato il compagno con coltello e padella in pugno durante una violenta lite, lo ha colpito e spedito all’ospedale, è uscita senza condanna dal processo. Era accusata di tentato omicidio. Ma la pesante accusa è evaporata in tribunale dove ieri la trentenne, originaria della Repubblica Dominicana, era presente in aula, accanto agli avvocati Roberto e Simone De Fraja che l’hanno difesa. I fatti risalgono alla fine del 2018 a San Leo. Al pronto soccorso finirono tutti e due. Lei era stata percossa e lui colpito ad un braccio e al torace con la lama, mentre agitava la padella come scudo e ulteriore arma. Ma al termine del dibattimento è emerso che la condotta della donna non può essere considerata volontaria, un tentativo di omicidio. I difensori hanno sostenuto la natura colposa delle lesioni provocate all’uomo: la compagnia si trovava a fronteggiare un atteggiamento irruento di lui e lei, per tenerlo a distanza e rintuzzare i colpi, agì in quel modo. Il collegio giudicante con Filippo Ruggiero presidente ha accolto questa linea, anche se le motivazioni saranno depositate più avanti. Dunque non si è trattato di legittima difesa bensì il reato è stato riqualificato da doloso a colposo nella forma delle lesioni. E in assenza di querela - i giorni di prognosi erano pochi - non si può procedere. Nulla di fatto. Lo scontro fisico della coppia, tra l’altro, sarebbe avvenuto nel contesto di una relazione deteriorata e burrascosa nella quale la trentenne era stata più volte vittima di atteggiamenti violenti. Quel giorno le cose andarono diversamente con la reazione attiva della donna, ritenuta ora dal tribunale non idonea a configurare un tentativo di omicidio anche per il tipo di lesioni prodotte. Lo stesso pm di udienza, Marco Dioni, aveva chiesto la derubricazione in lesioni aggravate proponendo una pena di sei mesi di reclusione.
A chiamare i carabinieri dopo lo scontro tra i due, tra l’altro, fu la donna stessa e pare che l’uomo non volesse tanto da essere uscito di casa dalla finestra. Nel primo interrogatorio e nell’udienza preliminare la donna aveva sostenuto le sue ragioni, affermando che c'era nulla di pianificato né di volontario in ciò che aveva fatto, che si era tutelata per fronteggiare la furia del compagno. Nonostante questo è andata a processo. Ieri l’assoluzione. L’uomo non era parte civile. Non stanno più insieme e lei si è rifatta una vita.