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Arezzo, biglietto al posto della croce di Padre Pio bruciata: "Non mettete più niente qui"

Francesca Muzzi
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C’è un biglietto appeso alla rete al posto della croce bruciata di Castelsecco, chiamata la croce di Padre Pio per la quantità di santini del Santo di Pietrelcina. Una settimana fa un incendio l’aveva distrutta, una settimana dopo qualcuno ha lasciato scritto: “Non si lasciano candele accese vicino a erba secca dopo mesi di siccità. Il risultato è un incendio, solo questa volta finito bene. La sicurezza di chi abita qui va tutelata e per colpa di qualche incosciente, come al solito ci rimette la maggioranza. Non lasciate niente qui”. E poi una freccia indica il punto dove c’era la croce che adesso è stato completamente ripulito. Sabato, a seguito del biglietto, c’è stato un nuovo sopralluogo del comandante della Municipale, Aldo Poponcini: “Non è stata una candela - dice - ma un atto vandalico, come già avevo dichiarato una settimana fa”. 
Ma c’è di più. Il biglietto con ogni probabilità è stato messo dal proprietario del campo, così come dal luogo sono stati portati via i santini e gli ex voto che i fedeli affidavano a quella croce tra via di Castelsecco e via Rossi Mattei. L’invito è chiaro e cioè quello di non ricostruire nessun tabernacolo. “Non lasciate niente qui”. La croce di Padre Pio, ha accompagnato per oltre 40 anni le persone che da quel posto ci passano per tornare a casa o per fare delle passeggiate. Un luogo che ispirava preghiera, ma che evidentemente dava noia a qualcuno, perché non è la prima volta che la croce subisce atti vandalici. Già una prima volta era stata bruciata e poi ricostruita. L’ultimo episodio risale ad una settimana fa quando nella notte tra sabato e domenica le fiamme hanno divorato tutto. Dal crocefisso ai santini, fino ai rosari. Il comandante della Municipale, dopo il sopralluogo a Castelsecco aveva parlato subito di atto vandalico. Nei giorni a seguire era però apparso quel biglietto con un richiamo ben preciso a non lasciare più niente. Né santini e né rosari. Adesso quel posto resterà vuoto. La croce bruciata non sarà più ricostruita, secondo quello che è stato scritto da chi abita lì. E dopo tanti l’incrocio di Castelsecco, sarà un passaggio come tanti.