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Investita e uccisa a 24 anni, assolto poliziotto al volante: "il fatto non costituisce reato". Tragica fatalità, non ha colpe

Luca Serafini
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“Il fatto non costituisce reato”. E’ stato assolto il poliziotto che il 17 marzo 2019 a Foiano della Chiana investì Andreea Bianca Adam, 24 anni, la ragazza di origini rumene e residente a Bettolle che morì per le gravissime lesioni riportate. Il gup Giulia Soldini non ha ravvisato profili di colpa per il conducente dell’auto, un dipendente della Polizia di Stato che quella notte stava recandosi al lavoro. Velocità ridotta, condotta di guida ritenuta conforme, stato psicofisico perfetto ed una serie di tragiche coincidenze: il tratto di strada buio, un probabile movimento rischioso della ragazza a piedi, che l’automobilista si trovò davanti all’improvviso e cercò di schivare senza riuscirci. Queste le probabili ragioni alla base della sentenza emessa ieri e che qualifica l’incidente sulla 327 come una tragica fatalità. Ma il giudice ha novanta giorni per il deposito delle motivazioni che spiegheranno l’assoluzione. Anche il pm di udienza, Elisabetta Iannelli, aveva concluso rilevando che non vi fossero gli estremi per la condanna. Di parere diverso le parti civili con gli avvocati Faloci e Rondoni. Era la notte tra il sabato e la domenica a Renzino, nei pressi di un locale. Il poliziotto dopo l’urto fu sottoposto ai test di rito ma risultò sobrio e lucido: esame negativo sulla presenza di alcol o altre sostanze nel sangue. Il suo Fiat Doblò stava viaggiando a una velocità di 55 km orari. Accadde venti minuti dopo la mezzanotte: la 24enne che lavorava in una bar della zona, originaria della Romania ma da qualche tempo residente nel comune di Sinalunga, dopo la serata trascorsa con amici, camminava lungo il ciglio della strada. Una zona dove si trovano dei locali e circolano molte auto. Poco illuminata. Il poliziotto, oggi 51enne, dopo l’urto si fermò immediatamente per prestare i primi soccorsi. Arrivarono le ambulanze ma non c’era nulla da fare. Indagato per omicidio stradale, l’uomo è stato assistito e difeso dall'avvocato Antonio Mastrota. Sulla base dell’autopsia e della perizia sulla dinamica è rimasto sempre poco chiaro anche il punto esatto dell’impatto tra auto e pedone. I test sulla vittima evidenziarono poi che non era perfettamente sobria e anche questo può aver alterato certe percezioni. Il poliziotto se la trovò sulla corsia di marcia. Pare che la 24enne volesse attraversare per andare a comprare le sigarette. Una tragedia. Una giovane vita spezzata. Ma un incidente per il quale, ha stabilito il gup, l’investitore non ha colpe e non va punito.